Il Tirreno

Sindacati divisi

Scontro tra Fiom e Fim-Uilm dopo la disdetta del contratto

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 PIOMBINO. Sul contratto botta e risposta tra i sindacati dei metalmeccanici. Il recesso del contratto 2008 da parte di Federmeccanica ha segnato la rottura tra Fiom e i sindacati Fim e Uilm. Uno strappo che rischia di minare l'unità fino ad ora dimostrata durante la crisi della siderurgia locale.  Il primo attacco è stato compiuto da Fiom. «Ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità sia nella discussione sia nella gestione della crisi - ha spiegato il segretario Luciano Gabrielli - ma non abbiamo mai barattato gli investimenti con i diritti dei lavoratori, mai applicato deroghe al di là della legge e dei contratti. Siamo amareggiati - continua il segretario - nel vedere altri sindacati che invece favoriscono il declino dei diritti. Il momento è difficile, ma Fiom farà tutte le iniziative necessarie per difendere il contratto nazionale e i diritti di ogni lavoratore».  La replica di Fim e Uilm non si è fatta attendere. «Un contratto esiste, quello rinnovato nel 2009 - spiegano Fausto Fagioli (Fim) e Vincenzo Renda (Uilm) - basta controllare le buste paga e constatare incrementi salariali superiori a quelli del contratto precedente. I lavoratori non si devono preoccupare, i loro diritti sono tutelati. Fiom si sta mostrando più interessata alla propria visibilità che non agli interessi dei lavoratori - aggiungono i segretari - invece di lanciare inutili allarmismi, Fiom lotti per un contratto migliore. L'unità sindacale è un obiettivo da perseguire, ma non ci faremo intimidire».

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