Il Tirreno

I ricordi dei ragazzi di via del Fosso, insieme dopo 55 anni

I ragazzi di via del Fosso si sono ritrovati dopo 55 anni
◗
I ragazzi di via del Fosso si sono ritrovati dopo 55 anni

3 MINUTI DI LETTURA





 PIOMBINO. Un salto all'indietro di non pochi anni, alla realtà della vita e dei giochi dei ragazzi di allora certamente lontanissimi dal mondo dei giovani di oggi. Ricordiamoli grazie a Olivo Chionsini che ci ha consegnato in redazione la cronaca di una serata nella quale sono tornati insieme. Il titolo? "I ragazzi di via del Fosso 55 anni dopo".  «Lo ricorderanno i non più giovanissimi piombinesi. Nel primo dopoguerra, Piombino era diviso tra poche "bande" di ragazzi che si sfidavano a calcio quando andava bene o a sassaiola quando andava meno bene. C'era la Banda di Marina forte a sassaiola, quella dei blocchi della Magona e di via De Amicis brava a calcio. Poi noi, quelli di via del Fosso o se si vuole dei giardinetti di piazza Verdi.  C'erano anche quelle del Cotone e dei Villini ma loro rappresentavano la "Piombino Bene".  Era così forte il nostro legame che dopo oltre mezzo secolo i "bimbi" di Piazza Verdi hanno sentito il bisogno di ritrovarsi, tutti insieme, come una volta. È stata una sensazione straordinaria per tutti. Si giocava tra le macerie delle case, non c'erano giocattoli ma tantissimi altri meravigliosi giochi. Molto amato il gioco con una sfera d'acciaio, cinque buche piene di figurine da puntare, insidiato nel gradimento dalla trottola che, a parte il "parabeci" di fico, veniva personalizzata, rinforzata, colorata. Spesso al posto del chiodo si andava a cercare un proiettile alla Casa Matta e si incastrava con la "cacca" di cavallo fatta seccare e procurata fresca nella via del porto quando al posto dei taxi c'erano le carrozze.  Altri giochi? A riga, al cavalier, a triangolo con le palline di vetro, a marca, a bianco e rosso facendo volare i figurini. E poi a ciastrella, a pista coi tappini appesantiti dal sapone, ai botti con zolfo e potassa per cui spesso saltavano i tacchi delle scarpe. E ancora a rimpiattarelli (ai Villini dicevano a nascondino) per non parlare dei carretti fatti in casa coi cuscinetti a sfera, che sfrecciavano pericolosamente in discesa.  Il re di tutti i giochi era però il calcio, a pallone come si diceva noi.  Quando eravamo in pochi si giocava davanti a Gina in via Da Vinci ma eravamo sempre disturbati da qualche grande che ci chiedevano "Scusate ragazzi, sapete dove è il cas...?". Noi si diceva "È lì" e a volte si rispondeva prima che la domanda fosse completata tanto era sempre "lì" che volevano andare. Tutti questi ricordi sono tornati nitidi d'incanto nella serata organizzata al Centrale.  Non sono mancati momenti di grande commozione quando è stata letta da Bruno una lettera indirizzata a tutti noi da Caterina Cecchi (poteva essere la mamma di tutti). Ci salutava scusandosi di non poter essere presente. Ricordandoci però che pur essendo cresciuti per la strada, ognuno di noi ha poi vissuto con dignità e onestà grazie ai valori che ci venivano indicati dalle varie Caterine. Erano quelli giusti.  È stato bello vivere questa serata speciale, qualcuno, purtroppo, non c'è più. Consigliamo anche ai Ragazzi delle altre Bande di quegli anni di ritrovarsi. Perché grazie alla magia della macchina del tempo fare un tuffo nel passato, in quel passato, a noi tutti ha scaldato il cuore.  Questi "I Ragazzi di via del Fosso": Antonio Pepi, Olivo Chionsini, Ennio e Dante Cecchi, Renzo Bencini, Giorgio e Giuliano Giuliani, Umberto Pifferi, Maurizio Manni, Sergio Piscopo, Mario e Fabio Grandi, Carlo Maselli, Fabio Marzucchi, Gino Ficini, Roberto Acquafresca, Mario Cecchini, Bruno Pellegrini, Michele Landi, Piero Sozzi, Franco Fedi, Maido Taddei, Fausto Gallerini, Mario Furiosi, Enzo Malavolti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web