Il dolore
TRAFFICO
Nedo Santini (presidente provinciale Anmil)
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TRAFFICO La strada a Fiorentina, una toppa peggio del buco Dopo il malfatto riassetto della strada di accesso a Piombino, che ha creato solo rallentamenti e ingorghi, si vuole rimediare con una toppa che è peggio del buco. I grandi flussi di traffico che creano questa situazione da casello di Melegnano sono le centinaia di migliaia di auto che vanno e vengono dall'Elba, trasportando i 2 milioni di turisti che nella stagione estiva si recano in vacanza sull'isola. Solo che quando c'erano 2 corsie per ogni senso di marcia tutto era più scorrevole, adesso, con un solo stretto nastro dal porto a Montegemoli basta niente perchè il sistema collassi. Le rotonde poi ci mettono il carico da 11, e i supermercati su ambedue i lati della strada la briscola. C'è inoltre da considerare il traffico di camion che imbarcano e sbarcano dalla Sardegna, e quelli che ogni tanto scaricano le navi commerciali che scalano i moli pubblici. E questa è la verità, non altro. Non i pochi piombinesi che d'estate fanno un po' di fila per rientrare tutti insieme da Perelli. Abbiamo una cittadina di 30mila anime scarse che scontano un traffico congestionato senza nessun beneficio. La vera soluzione a questo stato di cose è il prolungamento della 398 fino in porto. Questo permetterebbe l'incalanamento dei flussi di auto e mezzi pesanti facilitando gli imbarchi (autostrade del mare, dove siete?) e alleggerendo Unità d'Italia, che potrebbe tornare a 4 corsie in out, e che tra l'altro arriva dritto in centro. Ma questo si verificherà, stando a quanto asserito nel plastico in mostra al porto nel piazzale della Dogana, nel 2020. Altri 10 anni così, se tutto va bene. Lo scetticismo su questa tempistica è d'obbligo, visto come vanno i lavori pubblici in Italia. Di questo progetto se ne parla almeno dagli anni Ottanta. Ci sarebbe stato tempo per farne 3, di prolungamenti, ma non si è potuto/voluto/saputo fare, certo non per colpa unica dell'amministrazione comunale. Invece, si pensa a sventrare quel poco di verde rimasto. Andate su, alla torretta antincendio sopra Montemazzano. Da lì si vede tutta la Val di Cornia, un mare di macchia mediterranea pieno di sentieri che arrivano fino a Baratti, c'è silenzio (merce rara ormai), c'è perfino aria pulita. Una strada che stuprasse anche questo posto porterebbe caos, sporcizia, inquinamento da gas di scarico e acustico, corse notturne dei soliti noti, e pian piano anche urbanizzazione e speculazione, e cemento. Allora tanto vale fare lo stesso per la costiera da Calamoresca a Populonia. Il tanto sbandierato principio di precauzione qui sembra essere scomparso nelle pieghe di una politica che raffazzona soluzioni derivate dall'emergenza. Sapete come finirà, se faranno lo stupro Fiorentina Ghiaccioni? Che quasi tutti taglieranno di lì, anche quelli che abitano in via Galilei, illudendosi di fare prima, regalando l'ottimo viale Unità d'Italia a chi va all'Elba. Spiace davvero che un'amministrazione che politicamente dovrebbe mostrare sensibilità verso l'ambiente abbia invece un atteggiamento alla "asfalto che ride". Tra l'altro l'ho più volte votata e sostenuta. All'amministrazione quindi chiedo un forte ripensamento. Luca Guidi (Piombino) ACQUA Asa, come clienti meritiamo di più E' lunedì 6 settembre. Dalle 14 a Campiglia Marittima-Venturina manca l'acqua. Alle 20 e 45 ho provato a contattare l'Asa al numero 800139139 (segnalazione guasti). All'inizio della risposta una voce registrata comunica che «a causa di un abbassamento di pressione ci potranno essere problemi per i piani alti del comune di Campiglia»: segue un'attesa per parlare con un operatore di circa 18 minuti e quando qualcuno risponde con voce infastidita prima chiede se ho ascoltato il messaggio iniziale e alla mia risposta che abito praticamente al piano terra e sono senz'acqua lui dice che è lo stesso e che il messaggio va bene comunque. Poi, con una voce sempre più infastidita, alla mia domanda se si può sapere a che punto è la situazione dice che forse domani però non è sicuro se finiscono il lavoro; alla mia domanda ma domani l'acqua ci sarà oppure no risponde con aria di scherno che lui non è un veggente. Questo è quello che passa il pubblico servizio e credo sia sufficientemente vergognoso. Quest'ultimo episodio conferma l'inefficienza la sfrontatezza e la impunità di questa "casta" di pubblici dipendenti. Da cittadini paganti meritiamo qualcosa di meglio: in una azienda privata questi comportamenti non durerebbero nemmeno due giorni. Carlo Torchio (Venturina) SICUREZZA L'Anmil ha protestato col ministro Tremonti Caro socio Ivano Giannini, non corrisponde a verità ciò che hai affermato nella lettera pubblicata dal Tirreno il 5 settembre in quanto l'Anmil, relativamente a quanto affermato dal ministro Tremonti (che aveva definito un lusso per l'Italia la legge 626 per la sicurezza sul lavoro ndr), è intervenuta immediatamente ancor prima di molti parlamentari che tu hai citato nell'articolo, che comunque noi ringraziamo vivamente per il loro intervento. E' ovvio che dichiarazioni fatte da un Ministro non possono che essere controbattute dal direttivo nazionale dell'Anmil. Tale intervento, unito a quello di molte autorità, ha fatto sì che il Ministro ritornasse sui suoi passi adducendo che lui intendeva parlare solo della burocrazia. L'Associazione non si è mobilitata a livello territoriale in quanto, allo stato attuale, non è stata presentata alcuna proposta di modifica che ledesse i diritti dei lavoratori relativamente alla sicurezza. Del problema erano già state informate le sedi locali e i fiduciariati Anmil, e sul sito dell'associazione la sede nazionale informava che era stato effettuato immediatamente l'intervento col ministro Tremonti. Pertanto, prima di diffondere notizie non corrispondenti ai fatti, sarebbe stato opportuno chiedere informazione ai nostri uffici territoriali oppure, come hai fatto spesso, potevi contattarmi e avresti trovato, come sempre, la massima disponibilità e informazione.
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