Il Tirreno

«Gli immigrati costretti al lavoro nero e a rischio espulsione»

L’agricoltura è tra i settori più colpiti dal lavoro nero
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L’agricoltura è tra i settori più colpiti dal lavoro nero

In aumento le segnalazioni che arrivano alla Consulta Domani un incontro con le organizzazioni sindacali

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PIOMBINO. Un mese di lavoro pieno. Domeniche incluse. E in busta paga solamente quattro giornate. Capita sempre più spesso che alla Consulta immigrati di Piombino si rivolgano lavoratori stranieri vittime del lavoro nero. Specialmente in agricoltura. Vittime due volte. Perchè, oltre a non vedersi riconosciuti i contributi, a fine anno non potranno documentare il reddito necessario al rinnovo del permesso di soggiorno. Ed è un guaio serio. Perchè rischiano l'espulsione.

A segnalare i casi è il presidente. Diop Djibi si riferisce alle richieste di aiuto in arrivo anche dai Centri della Val di Cornia e a situazioni che, in alcuni casi, la Consulta è riuscita a risolvere affrontando direttamente i datori di lavoro alla ricerca di una soluzione. «Vogliamo sapere dalle organizzazioni sindacali cosa si sta facendo concretamente per superare questo e altri problemi che ci riguardano direttamente», spiega Djibi, annunciando che domani pomeriggio alle 17, nella saletta rossa accanto al palazzo comunale di Piombino, la Consulta incontrerà i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.  «E' nostro interesse mettere in rete più energie possibili» prosegue il presidente riferendosi anche alle associazioni del volontariato che operano sul versante dell'integrazione. Ma con una sottolineatura.

Quella dell'autonomia e della centralità che un organismo degli immigrati deve avere quando di immigrati si parla.  Tra i primi passi compiuti dalla Consulta, eletta recentemente per dare una forma ufficiale di rappresentanza agli stranieri e favorirne la partecipazione democratica, c'è stata la richiesta di una sede, già formulata alla giunta piombinese. «Nè più nè meno come prevede lo stesso regolamento comunale. E una soluzione potrebbe essere vicina», aggiunge Djibi che punta ad una risposta in centro, in modo da favorire l'accesso ai cittadini immigrati.  «La consulta - prosegue - deve avere anche funzione di punto d'ascolto.

Quando il servizio fu ospitato nella sede della circoscrizione al Perticale, non ci andava nessuno. Troppo fuori mano».  In via transitoria l'organismo si trova in via Pisacane, nei locali angusti di Samarcanda.  Tra gli obiettivi elencati dal presidente, naturalmente c'è l'integrazione. E non solo tra italiani e stranieri. Anche tra etnie diverse.  «Cominceremo con la cucina. Entro ottobre proporremo una cena multietnica, aperta a tutti», spiega sorridendo Djibi.  Un buon inizio. Affiancato dalla ricerca di un luogo in cui possa essere esercitata la libertà di culto. E non solo per i musulmani.

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