Il Tirreno

Il viaggio iniziato 13 anni fa in America latina: mercoledì sarà ricevuto dal Papa

Pellegrino a cavallo per la pace

Tiziano Rugi
Samuel Candia col suo cavallo Vencedor appena arrivato al porto di Piombino
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Samuel Candia col suo cavallo Vencedor appena arrivato al porto di Piombino

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 PIOMBINO. Per Samuel Candia e il suo cavallo Vencedor il porto di Piombino è stato l'ultima tappa di un lungo viaggio iniziato 13 anni fa in America latina.  Dopo aver percorso 25.000 chilometri attraverso tutto il Sudamerica e le sue dieci nazioni il "Jinete pellegrino", come è chiamato Samuel in Cile, suo paese natale, è arrivato in Italia dove mercoledì sarà ricevuto dal Papa in Vaticano.  Una vita dedicata a diffondere nel mondo un messaggio di pace e fratellanza, a dimostrare che i confini, anche in sella di un vecchio cavallo, non sono così invalicabili. Una storia simbolo di devozione e determinazione per ringraziare, trentadue anni dopo, Giovanni Paolo II, che era riuscito a risolvere una difficile contesa diplomatica tra Cile e Argentina, in quel tempo sotto il giogo di due sanguinarie dittature sull'orlo di una guerra.  «L'idea originaria - spiega Samuel - era raccogliere i dieci stendardi dei paesi sudamericani e portarli a Roma per la benedizione del Santo Padre, come augurio di pace per il mio sfortunato Continente».  Nella sua impresa il cavaliere pellegrino ha trovato in Italia l'appoggio non solo del Consolato cileno, ma il sostegno diretto dell'imprenditore reggiano nel settore equestre Vittorio Rabboni, che ha fornito a Candia gli strumenti per affrontare il viaggio fino alla capitale.  Dopo dieci giorni di soggiorno all'isola d'Elba, dove era stato invitato dal presidente dell'associazione italiana cavalli criolli (argentini) Eugenio De Fiores, Candia e Vencedor sono sbarcati a Piombino per raggiungere un sogno durato tredici anni.

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