Gioco
BALZELLI
La tassa sui fossi non ha colore politico
Giancarlo Albini (Portoferraio)
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Ecco di nuovo la tassa sui fossi, quando l'Unione dei Comuni richiedente il balzello si scioglie andando al commissariamento, il balzello corre di passo in passo. Iniziò la Comunità montana a chiedere la tassa, gestita allora dalla Sinistra; ci furono grandi proteste, la Destra, essendo all'opposizione, contestò fermamente la richiesta, dubitando dell'incostituzionalità nei modi da come era nata. Nell'ultima tornata elettorale si cambia, quasi tutti i Comuni elbani passano alla Destra. Quindi, abolita la Comunità montana, ecco l'Unione dei Comuni, fra i quali tre non aderiscono, ma accettano di entrare nel neonato ente i due Comuni rimasti alla Sinistra, cioè Portoferraio e Rio Elba, i quali chiedono ancora ai cittadini la tassa sui fossi. Sembra però che questa tutela del territorio e sui fossi, sia sulla groppa in soldoni molto pesanti solo sugli immobili privati, cioè dei proprietari: è come se un eventuale dissesto dei fossi o le esondazioni delle acque mirassero solo agli edifici delle case private. La vecchia Portoferraio ne è l'esempio, dato che l'Unione non ha nessuna competenza sui lavori: d'estate siamo massacrati dalle zanzare e dal passeggio dei topi in notturna, con contorno di puzza; d'inverno decine di stabili vengono allagati per la trascuratezza delle fogne e degli scarichi. Chi deve bonificare questa invivibilità che dura da anni? Questa tassa prende senza dare, alcune coscienze politiche locali invece di tacere non dovrebbero dichiararsi e dire che questo nulla ha a che fare con la bonifica dei fossi? O veniamo considerati solo quando siamo merce di voto?
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