Sicurezza
LA PROTESTA
Samanta Novelli (Venturina)
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LA PROTESTA Marciapiede da rifare in via Gobetti Da un po' di tempo volevo segnalare lo stato di pavimentazione del marciapiede di viale della Resistenza, nel tratto tra via Piave e via Gobetti. Vedo che pullulano i lavori stradali in Piombino. Eppure la zona segnalata riguarda la strada di accesso al porto, quindi molto trafficata. Frequentata da tanta bella gente che vi transita, per la presenza di: Hotel Est, ex circolo Acciaierie e infine bocciodromo. Il tratto a valle di via Piero Gobetti, via Felice Cavallotti, è perfettamente pavimentato. Lo stesso dicasi per il marciapiede del lato opposto della strada. Abito in via Piero Gobetti numero 9, dove in totale siamo 44 condomini, con accesso anche da viale della Resistenza. Non nascondo che ci si sente cittadini di serie B. Non è solo un fatto estetico, ma di pubblica incolumità. Antonino Savarese (Piombino) SAN VINCENZO Si pensa solo ai turisti e mai ai residenti Ho una rivendita di generi alimentari e ortofrutticoli in Corso Italia, e, visto il mio handicap certificato e da tutti conosciuto, ho presentato recentemente una richiesta per poter parcheggiare il mio mezzo davanti al negozio per il tempo necessario a caricare e scaricare la merce ed effettuare le possibili consegne a domicilio. L'amministrazione mi ha risposto negativamente, adducendo come giustificazione che non è possibile parcheggiare in una sezione della strada dedicata a pista ciclabile. Il rifiuto mi ha lasciato sconcertato, visto che si tratta di una richiesta effettuata da un portatore di handicap. Avrei potuto accettare il no nell'interesse della comunità, se la pista ciclabile fosse effettivamente libera e percorribile dai ciclisti in qualsiasi momento. Ma così non è. Proprio a 20 metri dal mio negozio, sulla pista ciclabile, sosta da mesi un rivenditore di dolciumi e, nelle sere del mercatino, la pista è completamente occupata da rivenditori ambulanti. Forse questi lavoratori hanno più diritti di me? La mia polemica non è nei confronti di queste persone che come me cercano di lavorare e tirare avanti, ma nei confronti di un'amministrazione che non ha le dovute attenzioni nei confronti dei sanvincenzini che vivono del proprio onesto lavoro e pagano le dovute tasse. Perché ci devono essere queste differenze? Il sindaco si ricordi che è giusto puntare sullo sviluppo turistico di San Vincenzo, purché questo sia sostenibile per i sanvincenzini. Non si può consentire privilegi ad alcuni solo perché prestano un servizio ai turisti che, guarda caso, restano solo qualche mese. I suoi concittadini, a San Vincenzo, ci vivono! Pensi anche a loro. Resto fiducioso, in attesa delle sue risposte. Filippo Barbuscia (San Vincenzo) AGOSTO DIFFICILE Prigioniero in città per colpa del traffico Nel mese di agosto per una decina di volte ho cercato di andare al mare sulla Costa est o a Baratti, visto che ho pagato il biglietto di parcheggio ai parchi: caricato ombrellone e sdraio sulla macchina, di solito verso le 15 parto da Montemazzano arrivo alla rotonda Sol e puntualmente trovo una coda di auto che dicono arriva fino a Fiorentina, non abituato a tali livelli di traffico e code chilometriche, rigiro nuovamente verso Piombino pensando alle alternative: la "ex" spiaggia di Salivoli?; sarà rimasto uno scoglio libero a Calamoresca?; viale amendola, se trovo il parcheggio e fino a quando non lottizzeranno anche quel tratto di scogli. Con tutto questo voglio dire che la soluzione del traffico portuale è ancora lontana e il porto così collegato più che una opportunità è un'altra dannazione per i suoi cittadini. Mario Grandi (Piombino) LA STORIA Un topino come amico, la tagliola la butto via Ho una baracca nel mio pezzetto di terra nella campagna di Suvereto. Una baracca in legno che utilizzo come ripostiglio. In effetti è un ricettacolo dove si mette una quantità notevole di cose, le più svariate: vecchi materassini, abiti dismessi per lavoro, rimanenze di stoviglie etc. Qualche giorno fa vado a portare l'ennesimo aggeggio là dentro e vedo dei buchi nei materassi e per terra della lana macerata, qualcosa come segatura o simile e piccoli escrementi neri. Subito la mia mente volitiva ha percepito che il responsabile di tale disastro non poteva essere che un topo. Ho anche subito pensato che il rimedio a tale sciagura fosse abbastanza semplice; una buona tagliola, approvvigionata di un pezzetto di formaggio, sistemata come il relativo lessico comanda (appoggiata in senso verticale alla parete) e attendere. Basterà aspettare un po' tornare là togliere il defunto roditore e la cosa è fatta: un sospiro di sollievo per lo scampato disastro e il ritorno a sonni tranquilli. Eh, si fa presto a pensarle certe cose ma la realtà è ben diversa. Infatti per me è stata proprio diversa. Ho preso sì una buona e robusta tagliola con una formidabile molla da scatto, l'ho corredata con un pezzetto di ottimo formaggio parmigiano made in Italy e l'ho piazzata nel punto più nevralgico della baracca in relazione al topo. Ho atteso, con impazienza il trascorrere della notte e alle otto del mattino sono andato là, disarmato ma disposto a tutto. Bene, anzi male, mi sono trovato la tagliola scattata che aveva bloccato una piccola codina di un piccolo topino attaccato ad essa che cercava di trascinarsi verso una piccola via di fuga. L'ho raccolta col topino attaccato, una bestiolina piccola come il mio dito pollice con un pelo grigio che era morbidissimo, un musino veramente carino e triste dallo spavento. Ho raggiunto lo scopo! Il topino di campagna non potrà più distruggere la mia baracca; basterà ucciderlo. La risoluzione del problema sarebbe infatti ucciderlo. Chissà perché io invece non l'ho ucciso, ho liberato la tagliola e la bestiola è scappata via come un fulmine. Per un istante sono riuscito a seguirla con lo sguardo e ho sentito in me un gran piacere come poche volte mi è capitato. La tagliola non la metterò più nella baracca, l'ho gettata via. Non sarà un dramma se ci troverò polvere di lana, segatura e qualche escremento. I drammi su questo terra sono ben altri. Ma poi non siamo tutti creature di Dio? Mauro Sozzi (Piombino) VENTURINA Troppi furbetti a quella Fiera Scrivo in merito alla Fiera di Venturina di fine agosto. Verso le 15 decido di andare a fare una passeggiata. Ovviamente i banchi sono sempre gli stessi, tutti sempre nel solito posto, di anno in anno non cambia niente, ma questo non è un problema, altrimenti uno non ci va e rimane a casa. Il bello viene quando decido di comprare qualche arancino a un banchetto, per la benemerita cifra di 2,50 l'uno. C'erano due commessi al banco uno dei quali si dedica a me, mentre l'altro parla con un ragazzo che stava chiedendo offerte con dei disegni in mano, (passando prima mi pare di aver sentito che era una raccolta contro la droga e chi gli dava qualche spicciolo riceveva in dono uno di quei disegni che aveva in mano) e parlavano del prezzo del fumo al grammo, parlavano tranquillamente del tipo "te a quanto lo vendi, io lo vendo a tot..."... insomma quest'altro ragazzo mi serve e io chiedo 3 arancini al prosciutto e 2 al ragù, lui mi guarda ridendo e mi dice te ne metto 3 così e 3 cosà. Io lì per lì avevo stupidamente pensato che uno me lo regalasse, ma quando mi sono sentita chiedere 15 ho rifatto il conto ed effettivamente me li aveva fatti pagare tutti e 6 avendone chiesti solo 5. Si è giustificato dicendo che voleva fare conto pari ma per fortuna col carattere che ho mi è venuto proprio spontaneo con voce scocciata di dirgli di togliere immediatamente l'arancino che non avevo chiesto e di rendermi subito 2,50, e il bello era che era pure scocciato, pensava di farmi un favore a darmene 6! Il pane costa 4 euro al chilo, e a una signora arrivata poco dopo di me 940 gr di pane lo hanno fatto pagare comunque 4 euro! Probabilmente quella signora si sentiva a disagio a chiedere il resto, ma sinceramente non si fa così. Il pane non era un chilo ma 940 gr. Doveva ricevere il resto. Insomma mi sono ritrovata tra due ragazzi che parlavano di droghe, uno dei quali uno stava sponsorizzando la lotta contro la droga chiedendo offerte, l'altro commesso che voleva vendermi più merce di quanta ne avessi richiesta ed un'altra signora che non ha ricevuto il resto che le spettava. Sinceramente non avevo mai comprato niente a quel banco perché quei dolci girano chissà quante fiere all'aperto senza neanche qualcosa che li copre (ma l'igiene dove sta?) ma avevo notato che gli arancini li cuocevano sul momento con una friggitrice mobile e mi sembravano buoni alla vista, ma sinceramente dopo l'esperienza di oggi credo che mai più mi ci fermerò. Per fortuna che dura solo un giorno, altrimenti sai quanta povera gente rimarrebbe fregata. Questo è quanto, sono davvero molto amareggiata, sono delle persone veramente scorrette che non dovrebbero far parte di quest'evento così carino che si tramanda ormai da diversi anni a Venturina.
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