Pomodoro da industria, Cia Livorno soddisfatta per laccordo
«Finalmente una boccata d'ossigeno grazie a Regione e Italian Food»
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Lingresso dellazienda Italian Food 2 MINUTI DI LETTURA
VENTURINA. «Una buona notizia per i produttori di pomodoro da industria locali la disponibilità di Italian Food a ritirare e trasformare 40.000 quintali di prodotto» commenta il vice presidente di Cia Livorno Pierpaolo Pasquini. «Un accordo - prosegue il vice presidente - che fa seguito a quello stipulato in precedenza con Conserve Italia e rappresenta una boccata di ossigeno per un comparto produttivo alla prese quest'anno con le difficoltà di coltivazione a seguito dell'andamento stagionale, applicazione di parametri qualitativi penalizzanti e richiesta di rinegoziazione degli accordi sottoscritti. Un ringraziamento è doveroso per l'impegno della Regione con l'assessore Salvadori e dell'assessore provinciale Pacini, nonché Italian Food per il senso di responsabilità dimostrato, che hanno raccolto con tempestività il grido d allarme lanciato dalla Cia». Un accordo che va nella direzione più volte auspicata del rafforzamento della filiera locale del pomodoro da industria, che allo stesso tempo aggiunge qualche certezza in più agli agricoltori sul futuro dello stabilimento industriale di Venturina, che rimane elemento strategico per il sistema agricolo locale, ma che ha necessità per il proprio consolidamento industriale anche di una nuova localizzazione dell'area produttiva. L'accordo sottoscritto in Regione rafforza - ad avviso di Cia Livorno - questa necessità, sulla cui disponibilità si espressero chiaramente nell'assemblea pubblica del 3 agosto 2009 a Venturina, le Istituzioni locali la Provincia e la proprietà. «Restiamo convinti - sottoscrive Pasquini - che le condizioni in questa direzione possano rapidamente maturare, perché il quadro istituzionale è favorevole e va riconosciuto al Comune di Campiglia in questi anni senso di responsabilità e disponibilità a risolvere le criticità legate al processo produttivo nella consapevolezza della necessità di salvaguardare la filiera produttiva del pomodoro insieme agli interessi della comunità locale. Il pomodoro da industria è un pezzo importante della storia produttiva di questo territorio; una produzione che deve essere salvaguardata e rafforzata. Ma delle dinamiche negative della filiera produttiva, ogni qualvolta accadono, non possono farsi carico esclusivamente gli agricoltori con "le proprie tasche"». Sulla trasparenza e sul rispetto degli accordi di filiera si giocherà il futuro del pomodoro da industria. Fermo restando il mantenimento di un sistema contrattuale che riconosca la centralità della Associazione di prodotto come strumento di programmazione dell'offerta agricola in un quadro di relazioni industriali, occorre - secondo Cia - che anche il mondo istituzionale si adoperi maggiormente per un ruolo di garanzia che faccia rispettare gli accordi pattuiti. «Gli accordi di questi giorni, sottoscritto tra Regione ed industrie di trasformazione toscane, sono un segnale deciso verso questa direzione, che tutela il sistema produttivo locale» si conclude.
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