Il Tirreno

Lucchini. Buona partenza dopo la pausa estiva, l’altoforno ha ripreso regolarmente la marcia

Boom della produzione di rotaie

Luca Centini
Lo stabilimento Lucchini
◗
Lo stabilimento Lucchini

Ma intanto cresce l'attesa per l'incontro tra Mordashov e le banche

2 MINUTI DI LETTURA





 PIOMBINO. Pochi giorni per rompere il silenzio. Cresce l'attesa per gli incontri tra azienda e banche, decisivi per delineare il futuro di Lucchini. Già dalla prossima settimana si attendono novità importanti, con il management che in questi giorni sta definendo il piano industriale che sarà illustrato agli istituti di credito.  Il mese di settembre è decisivo per risolvere il braccio di ferro tra Lucchini e banche, che vantano un credito di 770 milioni nei confronti dell'azienda. In seguito sarà fissato il vertice al ministero, nel quale sarà presentato a istituzioni e sindacati il contenuto del piano industriale. «Quell'incontro sarà determinante per il destino della fabbrica - spiega Vincenzo Renda, segretario Uilm - Mordashov ha anticipato i tratti salienti del piano che, in nessun modo, dovrà prevedere tagli e ridimensionamenti».  Ma la preoccupazione sull'esito del braccio di ferro con le banche resta così come permane l'incertezza sulla possibile vendita del gruppo siderurgico. «Stiamo aspettando la convocazione del ministero, solo allora si aprirà la vera discussione - spiega Fausto Fagioli, segretario Fim - la nostre posizioni restano le stesse, chiederemo l'impegno dell'azionista di maggioranza per rilanciare lo stabilimento».  Lunedì alle 14,30 i responsabili dei sindacati hanno convocato il consiglio di fabbrica, nel quale saranno stabilite le iniziative da prendere nei prossimi giorni. In particolare i delegati delle Rsu decideranno se convocare nei prossimi giorni le assemblee dei lavoratori, come annunciato prima della fermata estiva, o rimandare l'appuntamento in attesa di novità sul fronte societario.  Se il futuro del gruppo siderurgico resta in bilico, notizie tutto sommato confortanti arrivano dalla ripresa produttiva dopo lo stop estivo. Il treno rotaie viaggia al massimo della propria capacità produttiva, per far fronte a un cospicuo arrivo di ordinativi. Ripresa discreta anche per il Tmp marcia a 15 turni settimanali, mentre incontra difficoltà il Tve. L'altoforno, rimesso in marcia senza problemi particolari, non è al massimo del ritmo produttivo. «Dopo lo stop estivo lo stabilimento ha ripreso a marciare normalmente, ma le preoccupazioni restano - spiega Luciano Gabrielli, segretario Fiom - rotaie a parte, per tutti gli altri prodotti non c'è visibilità di mercato e, in altre parole, non sappiamo cosa dovremo aspettarci nei prossimi mesi. Viviamo giorno per giorno».  Il congelamento degli investimenti e i ritardi nei pagamenti continuano ad alimentare la crisi delle imprese d'appalto, che in questa fase devono fare i conti con una riduzione di lavoro. Martedì è programmato l'incontro con Fidi Toscana, che illustrerà le procedure tecniche per usufruire della moratoria sui debiti e sul fondo di garanzia da 5 milioni, gli strumenti resi disponibili dalla Regione per garantire sostegno all'indotto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca