Sicurezza
Lacrime e silenzio per l'ultimo saluto a mamma Marilena
Cecilia Cecchi
3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. La salma di Marilena Bandini è arrivata all'Immacolata a fine mattina. Sulla bara le rose rosse del marito Stefano, accanto il bouquet dedicato alla mamma dai piccoli Davide e Tommaso. La bara davanti all'altare. Anche qui la famiglia, gli amici non l'hanno lasciata sola. Com'è sempre stato in questi 4 mesi di calvario; una lotta contro il male cominciata dopo la nascita del secondo figlio e conclusa martedì in un letto dell'ospedale di Cisanello. Alle 15 si trova posto con difficoltà sulle panche. Comincia la cerimonia funebre. Fuori il sole, il caldo, l'estate. In la chiesa penombra e silenzio: silenzio che grida il dolore. Persino le risposte alle preghiere, sempre corali, sono poco più che un sussurro. «Oggi è il giorno più terribile, incomprensibile per tutti noi - dice, nell'omelia, fra Angelo Olivieri - La morte di Marilena lascia addolorati, senza speranza. Ma il ricordo dell'amore che ha dato durante la vita, nell'aver creduto nella famiglia fino in fondo deve accompagnare tutti e aiutare Stefano ad andare avanti». Stefano Falagiani che dalla prima panca non stacca gli occhi un attimo dalla bara, che è sorretto - come possibile - dai familiari, a volte persino più disperati di lui. «Ma quale dono più grande poteva lasciarci Marilena - aggiunge fra Angelo - che i suoi due piccoli?». Davide, 3 anni e Tommaso che è nato lo scorso 25 aprile. «Con i suoi piccoli, Stefano dovrà sempre parlare di Marilena, così, anche passando il tempo, questa indimenticabile mamma resterà sempre insieme a loro. Perché la vita non finisce qui - ricorda - è un viaggio che ci porta tutti verso il porto finale, eterno dove ritroveremo i nostri cari che qui sono arrivati solo prima di noi». "Cinque anni insieme, solo cinque anni..." ripete Stefano a bassa voce. «Ma non importa quanto breve sia il tempo che si è trascorso insieme - sottolinea fra Angelo, che, dice lui stesso, si sta rivolgendo a un amico fraterno - è la qualità che conta. E dagli occhi di Marilena si legge tutta la sua dolcezza, me l'avete descritta come un angelo, è un angelo. A Dio si torna con l'amore e non si deve disperare, perché resterà nel cuore la sua dolcezza, la sua sensibilità e sappiamo che ce n'è tanto bisogno in questa nostra vita». A fine cerimonia quasi a fare eco alle parole del sacerdote la suocera di Marilena, Mirella Falagiani trova a stento la forza di leggere la lettera che le ha dedicato: «Tu ci hai lasciato la luce di due splendide creature. Il destino non ti ha permesso di crescerli - assicura Mirella - ma saranno le mie mani ad accompagnarli come avresti fatto tu. Tu hai dato loro la vita e io trovero la forza per fare di loro due uomini a cui racconterò della loro mamma, in modo da trasmettere il calore della tua giovinezza e della gioia di avere una bella famiglia. Nel dare la vita - sussurra Mirella - ti è stato negato di vivere la tua, a noi l'orgoglio di farti rimanere ancora nei nostri ricordi con tutto il nostro essere e per questo sarai sempre nella nostra famiglia. Con noi ci sarà il tuo spirito e la gioia di averti vissuto! Nulla ha potuto la medicina, ma il nostro amore sfiderà ogni cosa affinché tu, che oggi sei un angelo del paradiso, possa gioire di quelle dolcezze che ti sono state negate. Ciao Marilena, ti voglio bene». La chiesa risponde con un applauso, quasi un abbraccio per la giovane mamma e i familiari. Lungo e doloroso il saluto fuori dalla chiesa prima che Marilena lasci il sagrato per il cimitero di Piombino. Stefano, lavoratore Asiu, molto attivo anche nel volontariato, conosce davvero tanta gente. E tutti sono costernati per non poterlo più incontrare sotto i portici insieme a Marilena: «Che bella coppia, una gioia vederli passeggiare insieme al bambino...». In città - come chiesto anche dagli amici - sono scattate diverse raccolte di solidarietà per aiutare questa famiglia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
