Il Tirreno

IL SINDACO SOFFRITTI

«Italian Food non sarà sfrattata ma intanto rispetti le regole»

La lavorazione dei pomodori
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La lavorazione dei pomodori

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 VENTURINA. «L'attacco di Italian Food al Comune? Mi lascia perplessa».  Il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti replica alle critiche mosse dall'amministratore delegato del pomodorificio Pasquale Petti, secondo cui l'amministrazione comunale finirebbe per ostacolare l'attività dello stabilimento con sede in via Sardegna.  «Non vogliamo certo impedire all'azienda di svolgere la propria attività - spiega il sindaco - ma è chiaro che Italian Food, come tutte le altre imprese del territorio, deve rispettare le regole».  «In questo caso - prosegue Rossana Soffritti - il problema è legato alla mole delle lavorazioni del pomodorificio che, senza una programmazione equilibrata, finiscono per mettere pressione al depuratore, creando un rischio per l'approvvigionamento dei cittadini. I parametri imposti da Provincia, Arpat e Asl non possono essere disattesi» sottolinea.  L'amministrazione comunale di Campiglia ha raccolto in questi mesi diverse segnalazioni dei residenti della zona di via Cerrini e via Sardegna, che chiedevano maggiore controllo sulle attività di scarico delle acque, sui cattivi odori e sul traffico eccessivo di camion nell'area limitrofa allo stabilimento.  L'accordo sancito mercoledì con la Regione, attraverso cui Italian Food si è impegnata a trasformare ulteriori 40mila tonnellate di pomodori da industria, accrescendo così la sua capacità produttiva, pone dei nuovi interrogativi sulle possibilità di convivenza tra pomodorificio e cittadinanza.  Il nuovo regolamento urbanistico adottato dal Comune di Campiglia prevede il trasferimento dello stabilimento da un'area che da industriale diventerà residenziale.  L'azienda ha chiesto che, fino all'avvenuto trasferimento dell'azienda, i vincoli imposti dal regolamento urbanistico siano congelati temporaneamente.  «La stessa azienda ha dichiarato pubblicamente di volersi trasferire nell'area di Campo alla Croce - spiega Soffritti - il Comune è da sempre disponibile a guidare, assieme alla Regione e a tutti gli enti locali, il progetto di delocalizzazione, per il quale si prevede un investimento economico importante. Finché non avverrà il trasferimento, nessuno vuole mandare via il pomodorificio». L.C.

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