Il Tirreno

La Tiemme: «Torniamo a trattare»

Il terminal bus dell’Atm e Carlo Torlai vicepresidente della Tiemme
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Il terminal bus dell’Atm e Carlo Torlai vicepresidente della Tiemme

Invito ai sindacati per sbloccare la vertenza sull'integrativo

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 PIOMBINO  «E' fondamentale superare lo stato di empasse che si è creato nelle trattative con i sindacati, riavviando il più rapidamente possibile un confronto a partire dai temi affrontati negli incontri del25 e il 30 agosto scorsi». Con queste parole il consiglio di amministrazione della Tiemme - la nuova società di trasporto pubblico che comprende Atm di Piombino, Lfi di Arezzo, Rama di Grosseto e Train di Siena - interviene per chiarire e confermare le proprie posizioni nei confronti della trattativa in corso con le organizzazioni sindacali.  «Ci rivolgiamo ai sindacati - afferma il Cda - per superare le attuali schermaglie e riaprire un dialogo costruttivo con una delegazione ristretta che tenda velocemente al raggiungimento di un'intesa».  «Nella riunione che si è tenuta il 25 agosto a Grosseto - precisa il Cda della Tiemme - fu deciso di proseguire la trattativa sul processo di armonizzazione di alcuni trattamenti riguardanti, in particolare, i nuovi assunti e sull'individuazione di un premio di risultato unico. Nella riunione del 30 agosto a Siena, dopo un confronto che si era sviluppato nella mattinata, ha fatto seguito un comportamento unilaterale assunto nel pomeriggio dai sindacati, che hanno proclamato lo stato di agitazione, senza continuare la trattativa come era stato fissato».  Il Cda Tiemme definisce «strumentali e incomprensibili» le posizioni dei sindacati. «Il passaggio dei dipendenti dalle aziende madri, che non ha modificato i trattamenti economici loro erogati, soprattutto alla luce di quanto sta per abbattersi sul settore, in seguito alla manovra economica del governo che dovrà necessariamente vedere un'azione incisiva e comune per migliorare il livello di produttività del sistema».  Il Cda Tiemme, mentre ribadisce la disponibilità a trattare per raggiungere un'intesa, ribadisce tuttavia che non accetterà nessun condizionamento e continuerà a portare avanti il piano industriale, sulla base degli input ricevuti dagli azionisti e dai Comuni soci delle società madri, al fine di creare un'azienda in grado di competere all'interno dell'attuale scenario del trasporto pubblico».

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