Il Tirreno

In salvo la produzione di pomodori

Luca Centini
La lavorazione dei pomodori nello stabilimento Italian Food di Venturina
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La lavorazione dei pomodori nello stabilimento Italian Food di Venturina

Accordo tra Regione e Italian Food: l'azienda lavorerà 40mila tonnellate in più

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 VENTURINA. Ok l'accordo tra Regione e Italian Food di Venturina, la crisi del pomodoro in Toscana è un problema risolto. Il pomodorificio del gruppo Petti, con il sostegno economico della Regione, si è impegnato a lavorare ulteriori 40mila tonnellate di prodotto, in pratica la totalità dei pomodori freschi raccolti dalle aziende toscane che rischiavano di rimanere invenduti.  La firma è avvenuta ieri a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze. Presente l'amministratore delegato di Italian Food, Pasquale Petti, il presidente della Regione Enrico Rossi e l'assessore regionale all'agricoltura Gianni Salvadori, oltre ai rappresentanti regionali delle associazioni degli agricoltori Cia, Coldiretti e Confagricoltura.  La crisi del pomodoro era esplosa nei primi giorni di agosto, con l'allarme lanciato dagli assessori provinciali all'agricoltura di Livorno, Arezzo, Siena, Grosseto e Pisa e dalle associazioni di categoria. Delle 200mila tonnellate di pomodori da industria prodotti in Toscana, 150mila venivano lavorate su territorio regionale, negli stabilimenti Conserve Italia di Albinia e Italian Food di Venturina. Le altre 50mila tonnellate dovevano essere lavorate fuori dai confini regionali, ma la chiusura e il mancato rispetto degli accordi economici da parte di alcune aziende di trasformazione non toscane, che offrivano prezzi stracciati rispetto ai 70 centesimi per ogni kg concordati con le associazioni, avevano messo in ginocchio i coltivatori che avrebbero perso circa 2mila euro per ettaro di terreno. Un crollo dei prezzi dettato dalla concorrenza dei pomodori cinesi introdotti nel mercato nazionale. A queste condizioni il rischio che le 50mila tonnellate di pomodori lavorate fuori dalla Toscana rimanessero invendute era concreto, prima dell'intervento della Regione.  Con l'accordo sancito ieri l'azienda Italian Food, la cui produzione si attesta intorno a 100mila tonnellate di pomodori freschi, ne ritirerà altre 40mila tonnellate, quasi la totalità del prodotto che rischiava l'invenduto.  L'azienda adotterà una doppia articolazione dei prezzi, ovvero circa 40 centesimi al kg per il pomodoro di seconda fascia, deteriorato a causa del maltempo e di scarsa qualità, mentre i pomodori di qualità più alta saranno pagati 55-60 centesimi al kg. «L'accordo smentisce le voci secondo cui Italian Food avrebbe pagato 37 centesimi per l'acquisto dei pomodori - spiega l'Ad Pasquale Petti - la verità è che anche noi dobbiamo fare i conti con una riduzione del 15% dei prezzi imposte dalle grandi aziende di distribuzione e con un'annata sfortunata che ha condizionato la qualità dei prodotti. La scelta di utlizzare due fasce di prezzo, già accettata dalle associazioni, è obbligata. Con l'accordo eviteremo che la merce resti invenduta e garantiremo tranquillità alle aziende agricole».  L'acquisto sarà possibile grazie al supporto di Fidi Toscana che affiancherà Monte dei Paschi, la banca che fornirà il prestito necessario a Italian Food per acquistare il prodotto. La misura di affidamento è di circa 5 milioni.  Lunedì la Regione aveva ottenuto un altro risultato importante, stringendo un accordo con Conserve Italia per il conferimento di ulteriori 50mila quintali di pomodori. «Il ritiro di tutta la produzione - ha spiegato l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori - garantisce i coltivatori anche sotto il profilo degli aiuti comunitari della Pac».

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