Il Tirreno

In arrivo mille posti barca

Una immagine del golfo di Portoferraio e della zona di San Giovanni
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Una immagine del golfo di Portoferraio e della zona di San Giovanni

Oggi la firma dell'accordo sulla filiera nautica

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 PORTOFERRAIO. É il giorno dell'accordo. Quello di pianificazione, quello di una filiera nautica e di porti turistici. Mille posti barca, due approdi, e decine di milioni di euro di investimenti nell'area portuale di Portoferraio. Ma anche il recupero e la bonifica dell'area a ridosso del cantiere Esaom alla Casaccia, la definizione di 4 oasi naturalistico ambientali. Il tutto corredato da interventi di riqualificazione dell'area, di dotazione di servizi oltre che di realizzazione di nuove strutture e infrastrutture.  É previsto il recupero dell'ex centrale Enel e del palazzo Coppedè (destinato a un museo del mare, la nuova stazione marittima e la capitaneria di porto), la creazione di tratti di lungomare attrezzato, di aree per la sosta, di piazze (come quella di fronte alla scuola materna di via Damiani) e di piste ciclabili.  Oggi a Firenze l'atto formale. La sigla dell'accordo di pianificazione fra Regione, Provincia di Livorno e Coune di Portoferraio per l'approvazione della variante al piano strutturale relativa alla realizzazione del sistema di attrezzature dei porti turistici e della filiera nautica di Portoferraio. Con il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria anche l'assessore regionale all'urbanistica e pianificazione del territorio Anna Marson e, l'assessore della Provincia Piero Nocchi. Sarà il via libera alla variante al piano strutturale che consente di dare corso a procedimenti e progetti finalizzati a garantire, a Portoferraio ed all'isola d'Elba, una adeguata struttura integrata per il turismo nautico che, corredata con attrezzature cantieristiche, possa rappresentare una ulteriore declinazione della filiera turistica, una integrazione della stessa per mitigare gli effetti di eventuali trend di segno negativo dell'economia tradizionale, una straordinaria occasione di riordino territoriale ed urbanistico di aree degradate e di sviluppo occupazionale.  Tutto parte da concetti chiari: intanto il fatto che la rada di Portoferraio è il porto naturale più sicuro della regione e non solo. La sua conformazione consente l'individuazione di siti idonei alla realizzazione di attrezzature portuali a condizioni estremamente favorevoli e senza impatti su alcune risorse come la stabilità della linea di costa. Inoltre aree e bacini d'acqua interessati dalle previsioni del Piano strutturale per la portualità turistica sono aree sostanzialmente già urbanizzate ed utilizzate da lungo tempo a seguito della trasformazione industriale della città.

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