Il Tirreno

 PIOMBINO. Da qualche mese, per motivi di sicurezza, è negato l'accesso con transenne ...

Francesca Lenzi

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 PIOMBINO. Da qualche mese, per motivi di sicurezza, è negato l'accesso con transenne e ben più efficaci reti metalliche. Da una parte, alcune piante hanno attecchito, arrivando a coprire parzialmente l'ambiente interno, fatto di locali spogli: stiamo parlando delle cosiddette stalle napoleoniche (nella foto), appena fuori la cancellata che porta al Castello, e rappresentano un pugno in un occhio nel contesto della fortezza, soggetta nell'ultimo decennio a un'attenta opera di recupero.  Il progetto. La costruzione non sarebbe comunque passata nel dimenticatoio. L'amministrazione infatti sostiene di valutarne la possibilità di restauro: «Le stalle napoleoniche rientrano fra le strutture considerate nel regolamento urbanistico a cui stiamo lavorando - spiega l'assessore ai lavori pubblici, Lido Francini - Per il momento non è stato ancora stabilito come procedere ma l'accordo con un partner privato è uno strumento interessante che renderebbe il percorso fattibile. Tuttavia - prosegue l'assessore - per ora è importante decidere come utilizzare il complesso. In questo senso, l'orientamento è di destinarlo a fini turistico-ricettivi. Quanto ai tempi di realizzo, il nostro obiettivo corrisponde all'adozione del regolamento urbanistico per l'autunno».  Precedenti. Vero è che non è affatto nuova l'idea del restauro delle stalle. Contemplate nel progetto del parco del Castello del 1996, che prevedeva il recupero complessivo anche di Castello, polveriera, bastioni e corte pentagonale, sono rimaste fuori dai lavori eseguiti tra il 1999 e il 2001.  Più volte, nel corso degli anni, gli amministratori sono tornati a parlare di un intervento sulle stalle, talvolta sbilanciandosi anche sui tempi di realizzazione. Ma alle idee non sono seguiti i fatti. Già nel 2002 si trattava sulla loro riqualificazione.  Attraverso un bando, stalle e polveriera avrebbero dovuto diventare rispettivamente ristorante e residenza d'epoca, gestite da un soggetto privato.  Un po' di storia. Le stalle, chiamate comunemente "napoleoniche", hanno ben poco da spartire con l'imperatore còrso. «Lo dicono dei documenti - spiega lo studioso di storia locale Mauro Carrara - Posseggo una mappa dell'Iscag (Istituto storico e di cultura dell'arma del genio) del 1850 dove non c'è traccia delle stalle, presenti invece in un documento del 1880 individuato nell'archivio storico del catasto urbano della provincia di Livorno dall'ingegner Battaglini e dall'architetto Rosselli».  Presumibilmente le stalle sono nate perciò nel momento di transizione fra Castello e carcere (1870), assolvendo al compito di scuderia della prigione sino al 1910, quando sono diventate abitazioni, smantellate solo nel 1970, al tempo della demolizione delle casette presenti nella corte pentagonale.  Probabilmente contemporanee alla polveriera, che mostra una struttura simile, le stalle rappresentano l'ultima costruzione della fortezza. E per Carrara «hanno un forte valore storico».

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