Il Tirreno

«Riorganizziamo, ma senza tagli»

Rosella Fascetti
Sopra Monica Calamai, accanto l’ospedale di Portoferraio
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Sopra Monica Calamai, accanto l’ospedale di Portoferraio

Il direttore Asl annuncia le strategie per l'Elba

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 PORTOFERRAIO. Quale sanità per l'Elba? Questo il tema centrale dell'incontro di ieri in sala consiliare tra i dirigenti dell'azienda sanitaria e la commissione sanità di Portoferraio. L'iniziativa è stata promossa dal Comune di Portoferraio al fine di elaborare un documento da presentare ad un prossimo consiglio comunale - il 22 settembre - alla presenza dell'assessore alla sanità Scaramuccia e di tutti i Comuni elbani. Una dichiarazione di intenti che metta a nudo le criticità della sanità elbana, in molti casi storiche e legate all'insularità, e individui le possibili soluzioni, anticipate ieri dal direttore generale dell'Asl, Monica Calami.  Le criticità. Nel faccia a faccia tra enti locali e Asl di ieri mattina Nunzio Marotti, presidente del consiglio comunale, ha presentato le criticità della sanità elbana che sono emerse dopo diversi incontri con la Conferenza dei sindaci, la consulta delle associazioni, i medici, i sindacati e il tribunale del malato. Si va dalle lunghe liste d'attesa, ai problemi per la diagnostica, alla carenza dei servizi territoriali. Per non parlare del come vengono utilizzati i finanziamenti del Progetto Elba e la carenza di personale.  Cosa dice l'Asl. Temi ai quali Calamai ha risposto descrivendo cosa ha in mente l'azienda sanitaria per l'Elba. In due parole riorganizzazione, senza tagli alle risorse, e innovazione. «Se immaginiamo di continuare a far funzionare una struttura ospedaliera con un modello organizzativo di trenta anni fa siamo perdenti - ha detto Calamai - la riorganizzazione dei servizi non vuol dire tagli, o meno risorse, ma un utilizzo migliore delle risorse. Dobbiamo, insieme, disegnare una sanità insulare innovativa considerando anche i flussi, come richiesto dalla nuova normativa dell'accreditamento. Ogni mattina mi arrivano gli accessi di tutti i pronto soccorso delle quattro zone. Quello dell'Elba giovedì ha effettuato 65 accessi, di cui 8 ricoveri di adulti e 8 di bambini. Vorrei sdrammatizzare le critiche che spesso vengono fatte e non svalorizzare l'emergenza. L'ospedale non si tocca, quello che dobbiamo vedere è l'organizzazione. Siamo nella fase di ampliare gli interventi, da settembre, della cataratta. I lavori della dialisi, poi, sono a termine. Lavoreremo per l'ospedale di comunità, l'Hospice e la riabilitazione ed infine la Casa della Salute». Il responsabile di zona, Massimo Scelza, ha spiegato l'attività avviata con i medici di base per abbattere le liste d'attesa, garantendo a tutti le prestazioni ma dando priorità a chi ha esigenze maggiori. Il direttore amministrativo, Luca Cei, è poi intervenuto sulla questione organici ribadenti che l'Elba non è la zona più disagiata per il personale infermieristico e che l'Azienda ha cercato in tempi rapidi di assumere infermieri anche con le agenzie interinali.  I commenti. Alla discussione ha partecipato, tra gli altri, il capogruppo di Gente Comune, Roberto Marini che ha espresso alcune perplessità sui dipartimenti. Leopoldo Provenzali (Pdl) ha richiesto dei servizi di qualità, mentre il sindaco, Roberto Peria ha puntato il dito su tre aspetti fondamentali: rafforzamento della diagnostica, emergenza-urgenza e organizzazione delle visite specialistiche.

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