Il dolore
Nel maggio scorso era stato ordinato labbattimento. La decisione del Tar dopo il ricorso di uno dei proprietari
Niente ruspe per il piccolo chalet
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I quattro chalet sulla spiaggia a Carbonifera Sospesa l'ordinanza di demolizione per le casette sulla spiaggia a Carbonifera
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PIOMBINO. Potranno mantenere la loro costruzione sul suolo demaniale. E' stata questa la sentenza del Tar, al quale sono ricorsi i proprietari di uno degli chalet sulla spiaggia a Carbonifera, dopo che, nel maggio scorso, avevano ricevuto la comunicazione dell'agenzia del Demanio di Firenze che ordinava la restituzione entro un mese dell'area demaniale, previa demolizione della casa. La sentenza di fatto sospende l'atto dell'Agenzia del demanio preso in accordo col Comune di Piombino. E così, per il momento, i coniugi Comparini, proprietari di uno degli chalet incastonati tra lo yacht club, il ristorante e la vecchia centrale elettrica, non saranno costretti alla demolizione. In questa vicenda gli ordini e contrordini si inseguono da cinquant'anni. Da quando, nel 1966, i proprietari dei terreni a Carbonifera, ottennero autorizzazioni demaniali limitate nel tempo per realizzare alcune cabine dove riporre attrezzature da pesca. Cabine che, col passare del tempo, sono diventate delle casette. Finché nel maggio scorso, a seguito di una denuncia della sezione opertiva navale di Portoferraio della guardia di finanza, è scattata l'ordinanza del demanio. E a quel punto i Comparini hanno dato mandato al loro avvocato, Antonio Marta, di fare ricorso al Tar. «In camera di consiglio - racconta l'avvocato - ho evidenziato le incogruità e le inesattezze del contenuto dell'ordinanza di demolizione, nonché negli atti emessi dal Comune di Piombino». «Il provvedimento del Tar - continua l'avvocato Marta - sgombera il campo da qualsiasi dubbio sollevato sul buon diritto dei Comparini a mantenere la loro costruzione sul suolo demaniale, sulla scorta della concessione che nel tempo è stata loro sempre rinnovata a far data fin dall'anno 1966. I coniugi potranno così conservare quel contenitore di ricordi che la famiglia non voleva vedere demolito da una ruspa». A.F.
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