Finanza
Il taglio del 50% delle risorse mette a repentaglio posti di lavoro, controlli e progetti
Il Parco a rischio sopravvivenza
Valentina Landucci
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Lisola di Pianosa che rischia di rimanere senza controlli Ma i sindaci difendono l'ente: è un valore aggiunto per il territorio
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PORTOFERRAIO. Il Parco a rischio sopravvivenza. Tutta colpa dei tagli previsti da Roma agli enti che si occupano della protezione ambientale sul territorio. Un meno 50% delle risorse che diventa un caso nazionale e che mina alla base molte delle attività portate avanti dal Parco dell'Arcipelago al quale però arriva il sostegno dei sindaci elbani, almeno una parte di loro, perché «il Parco - affermano - è un valore da mantenere e preservare». Come tecnicamente andranno a influire i tagli è ancora tutto da stabilire. A risentirne saranno le spese correnti, anzitutto i costi del personale e quelli per le manutenzioni ordinarie. Capitoli di spesa già ridotti all'osso per quanto riguarda il Parco dell'Arcipelago, come ribadito anche dal presidente, Mario Tozzi, che torna a rilanciare l'idea di un aumento dei ticket per l'accesso alle isole, a cominciare da Pianosa e Montecristo, per far tornare i bilanci. L'effetto della riduzione degli stanziamenti ha però anche altre conseguenze. Senza risorse per il personale chi si occuperà di portare avanti i progetti ambientali, anche nel caso in cui siano finanziati dall'Unione Europea? Una situazione che preoccupa Legambiente Arcipelago che delinea i possibili effetti della cura dimagrante ipotizzata dal governo. «Salterebbero innanzitutto le assunzioni definitive di figure essenziali, rispetto a un personale che è già sotto l'organico previsto - afferma l'associazione - causerebbero effetti pesanti sulla sentieristica dell'Elba, metterebbero a rischio grossi progetti». Ma c'è di più: che fine potrebbero fare le attività di controllo (che rientrano nelle spese correnti dell'ente) ad esempio su Pianosa. «Potrebbe saltare - prosegue Legambiente - il controllo del turismo contingentato e tutti i progetti di fruizione sostenibile, con un ritorno agli abusi del passato». C'è da chiedersi, in tutto questo, se il Parco sia effettivamente a rischio di sopravvivenza. Un'eventualità che Roberto Peria, sindaco di Portoferraio, si sente di escludere. «Dobbiamo piuttosto chiederci - afferma - quale Parco resterà dopo questi tagli. L'ente deve rafforzare il proprio ruolo e per farlo occorre che, accanto alla conservazione delle ricchezze naturali, diventi un modello di sviluppo turistico. L'errore da parte nostra sarebbe il disinteresse e il lasciare che questa deriva continui. Per questo ho invitato Tozzi ad aprire, quanto prima, un tavolo di confronto con le istituzioni locali». Il sostegno al Parco come «risorsa per la gestione del territorio e valore per il turismo» arriva anche da Andrea Ciumei, sindaco di Marciana Marina. «Credo nell'esistenza di un ente - afferma - in grado di tutelare il territorio». «Dobbiamo difendere il Parco - conclude Danilo Alessi, sindaco di Rio Elba - distinguendo ciò che rappresenta da chi lo amministra. E' un valore aggiunto per un territorio che vive di turismo».
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