Il Tirreno

Nuovo ospedale, il progetto decolla

Angela Feo
Nuovo ospedale, il progetto decolla

Sarà costruito a Riotorto al servizio anche dell'Alta Maremma

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PIOMBINO. Un nuovo ospedale in Val di Cornia. Su quest'ipotesi le voci si inseguono da tempo. Adesso però la strada per l'ambizioso progetto sembra spianarsi. E della necessità di una nuova struttura fuori Piombino è fermamente convinta anche la direttrice generale della Usl 6 Monica Calamai, intervenuta ieri mattina al consiglio comunale dedicato alla sanità.

«La struttura di Villamarina - ha spiegato Calamai - è ormai inadeguata rispetto a una domanda sanitaria sempre più condizionata dal peso dell'invecchiamento della popolazione e dall'incidenza di patologie croniche. E' necessaria una struttura organizzata per intensità di cure, che possa rivolgersi a un bacino d'utenza più ampio che non sia solo quello della Val di Cornia». I tempi. E' evidente che i tempi non saranno brevi. «L'iter per questo tipo di progetto è abbastanza impegnativo - prosegue Calamai - In genere si parla in modo prudente di 7 anni. Il primo passo è lavorare alla formalizzazione del protocollo d'intesa.

Per arrivare all'accordo di programma si prevede circa un anno, sempre che non ci siano impedimenti particolari. Poi seguono i tempi tecnici per mettere a punto il bando di gara, e dunque prima della messa in opera del cantiere potrebbe passare un altro anno mezzo. L'edilizia ospedaliera però oggi è molto più veloce ed è anche interesse di chi investe in queste opere concludere i lavori il prima possibile». Il sito. A parlare di un'ipotesi di localizzazione è il sindaco Gianni Anselmi, che ha accennato a un terreno di una ventina di ettari a Riotorto. «Ci sembra un sito plausibile in coerenza con la volontà di rivolgersi a un'utenza più ampia». Anselmi non lo dice esplicitamente, ma pare evidente che i centri a cui si pensa sono quelli di Follonica e di Massa Marittima.

«Sono pronto a offrire il massimo impegno affinché questo progetto si concretizzi - dice - Però dovrà essere la Regione a coordinare un disegno che superi i confini territoriali. Il nostro compito adesso è quello di attivare i raccordi politici e istituzionali e una discussione con la cittadinanza. L'obiettivo è mettere in campo un ospedale più forte per il territorio e per i cittadini nell'ambito di una riarticolazione del sistema sanitario. Questo significa che i servizi ambulatoriali di uso quotidiano, dove effettuare prelievi del sangue, analisi e esami specialistici, prenotazioni ma anche in grado di dare una risposta di primo soccorso, restano comunque in città, vicino ai piombinesi». E Villamarina? Il sindaco ha fatto delle ipotesi sulle destinazioni future della struttura di Villamarina. «Ristrutturare l'edificio avrà un costo importante - ha detto - Accolgo come una provocazione la proprosta di Rifondazione comunista di destinarlo ad edilizia residenziale pubblica, in una città, la nostra, che è una delle poche al mondo ad aver fatto sorgere quartieri popolari in zone dove da altre parti sono state costruite seconde case per i turisti. Penso invece a una destinazione multiforme, ricettiva, come un palazzo per i congressi».

Nel frattempo? Il timore di molti cittadini è che mentre gli occhi e gli interessi sono puntati sul nuovo ospedale, la struttura attuale venga abbandonata. «L'azienda - afferma Calamai - ha tutta l'intenzione di avviare lì un importante lavoro di riorganizzazione proprio in vista del nuovo progetto. Non possiamo pensare di aprire una struttura moderna con un modello organizzativo vecchio. Però in questo momento non è facile trovare il personale disponibile per venire a lavorare nel presidio ospedaliero di Piombino, anche per ricoprire ruoli di risalto. La nuova struttura invece dovrebbe essere capace di attrarre validi professionisti». Infine l'annosa questione dei fondi. «Gli ospedali hanno più di una fonte di finanziamento - rassicura la Calamai - Molte entrate arrivano dalle vendite delle strutture vecchie, e la Regione è disposta a pagare degli anticipi sulla cassa».

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