Il Tirreno

«La città come una discarica»

Stefano Bramanti
Ciò che resta dei sacchi di spazzatura dopo il passaggio dei gabbiani
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Ciò che resta dei sacchi di spazzatura dopo il passaggio dei gabbiani

Rifiuti ovunque e i residenti del centro insorgono

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 PORTOFERRAIO. Napoleone, nel 1814, emanò un primo regolamento per la raccolta dei rifiuti, viste le pessime condizioni igieniche in cui trovava la città medicea. A distanza di quasi 200 anni, 60 cittadini si sono riuniti al Grigolo, per la stessa questione, evidentemente - a loro avviso - irrisolta.  I cittadini, perlopiù residenti del centro, hanno risposto all'invito del Comitato del centro storico rappresentato dall'avvocato Giorgio Retali, Paola Arnaldi e altri, per discutere di una città in tilt nella raccolta dei rifiuti, una situazione «da discarica per gabbiani» hanno detto i residenti. Il centro storico deve essere il salotto buono della città e dell'Elba- spiega Retali - va pertanto garantita una pulizia efficace. Il Comitato è apolitico e cerchiamo un confronto costruttivo con l'amministrazione: vanno evitate soluzioni calate dall'alto». Dal dibattito è emersa la consapevolezza che tutti, dall'amministrazione, ai cittadini al gestore del servizio, cioè Esa, hanno le proprie responsabilità nel funzionamento della raccolta della spazzatura. In particolare per quanto riguarda il porta a porta, avviato nel 2004 ma ancora oggi non funzionante «a causa della scarsa coscienza civile di alcuni abitanti - spiegano i cittadini - la mancanza di controlli e sanzioni per chi non rispetta le regole, ma anche per responsabilità comunali in fatto di progettazione e deficienze nell'Esa». Gian Lorenzo Serena, consigliere d'amministrazione di Esa, ha ammesso che esistono comportamenti scorretti anche in qualche addetto ai lavori e provvedimenti ad hoc stanno per esseri presi. Il risultato, comunque, per ora non cambia: i sacchetti di immondizia sono ovunque e diventano pasto per gabbiani e animali.  Arnaldi ha evidenziato come l'amministrazione Peria abbia annunciato la trasformazione della raccolta con la creazione di 33 mini isole ecologiche nel centro storico, dotate di cassonetti di dimensioni medie da vuotare giornalmente. «Ma dove saranno collocate?» chiedono i cittadini che temono si ripetano i soliti problemi. Anche perché, nonostante il porta a porta i livelli di differenziata restano bassi: il 27% contro i livelli minimi previsti dalla legge del 35%. «Ma nel centro storico - ha fatto notare l'assessore Carlo Rizzoli - si fa solo il 17% di raccolta differenziata. C'è da riflettere, qualcuno non recepisce le nostre sollecitazioni e non ha un senso civico. Controlli e multe ci sono state, ma non possiamo instaurare un regime poliziesco strada per strada. L'amministrazione è ben disposta a confrontarsi con il comitato cittadino». Per Retali i controlli si possono aumentare, come le multe. «Sappiamo che i comportamenti scorretti - afferma - costano 80 mila euro in più all'anno all'Esa. La nuova mossa del Comune non ha previsto il richiesto confronto con noi». Il Comitato crede ancora nella raccolta porta a porta, un servizio da riorganizzare facendo crescere la coscienza civica dei cittadini.

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