Il Tirreno

Reso noto l’elenco dei beni demaniali che passeranno agli enti locali entro aprile

«Vigneria? La venderemo noi»

Gli edifici un tempo utilizzati per le attività minerarie nella zona di Vigneria, ora l’area potrebbe essere ceduta gratuitamente al Comune di Rio Marina
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Gli edifici un tempo utilizzati per le attività minerarie nella zona di Vigneria, ora l’area potrebbe essere ceduta gratuitamente al Comune di Rio Marina

I progetti di Bosi sulle miniere e quelli di Peria su Forni e Galeazze

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 PORTOFERRAIO. Pronti a investire per la valorizzazione dei beni immobili che saranno assegnati dal Demanio ai Comuni come l'Arsenale delle Galeazze a Portoferraio o il palazzo delle miniere sul Calamita. Ma anche a vendere quello che sarà ceduto gratuitamente.  Il federalismo demaniale fa gola ai Comuni elbani e l'ufficializzazione, sul sito del Demanio, dell'elenco dei beni (non definitivo) destinati a passare agli enti locali senza spendere un centesimo, mette in moto idee e progetti.  Le procedure. I primi trasferimenti potrebbero concretizzarsi entro aprile. Per la fine dell'anno sono attesi i decreti attuativi del federalismo demaniale ai quali seguirà, entro sessanta giorni, l'ufficializzazione delle richieste dei beni da parte dei Comuni, accompagnate da progetti di valorizzazione, indispensabili per ottenerli anche nel caso in cui siano destinati alla vendita.  Il caso Vigneria. L'alienazione è la prospettiva per l'area di Vigneria che fino ad oggi il Demanio non è riuscito a vendere. Ci penserà il Comune. «Certo che vogliamo Vigneria - spiega il sindaco, Francesco Bosi - anche se non sarà facile averla trattandosi di un bene di valore per il Demanio. Ho fatto una proposta all'Agenzia: andare come Comune all'alienazione del bene assegnando al Demanio il 25% della cifra dell'operazione». Bosi ha in mente di recuperare poi un vecchio progetto «quello di alienare l'area - spiega - affidando ai nuovi proprietari anche la gestione del parco minerario». Di sicuro il Comune, se riuscirà a trovare un'acquirente, avrà più possibilità di guadagno. Con il bene nelle mani del demanio avrebbe potuto incassare "solo" il 15% del costo dell'area, circa 8 milioni di euro.  Portoferraio. Nessuna intenzione di vendere, invece, per Portoferraio che per gran parte dei beni messi a disposizione dal Demanio ha già pronte idee e progetti. Un centro culturale ai Forni di San Francesco, case popolari nel Palazzo della Topa, una piazza al coperto con attività commerciali legate all'artigiano locale e centro di aggregazione nell'arsenale delle Galeazzi. «Sono edifici strategici per noi - spiega il sindaco, Roberto Peria - ed in alcuni casi i progetti, inseriti nel nostro programma, sono già pronti. Mi avrebbe fatto piacere che nell'elenco ci fosse anche l'ex caserma Teseo Tesei rispetto alla quale il Ministero dell'Ambiente ci ha chiesto di liberarlo dagli impegni sottoscritti nel 2007 per assegnare nuovamente il bene al Demanio». Cosa succederà a quel punto è difficile da stabilire. Non è escluso però che prima o poi l'immobile, destinato a ospitare le scuole superiori dell'isola, possa essere trasferito agli enti locali.  La torre marinese. Anche nell'ultima versione dell'elenco del Demanio non appare la torre di Marciana Marina. E il motivo lo spiega l'agenzia in una nota: per questo tipo di patrimonio, di natura storica e artistica, la procedura di assegnazione ai Comuni dovrà passare dal Ministero competente, cosa che non esclude - a quanto pare - la necessità di predisporre anche per questi beni progetti di valorizzazione. V.L.

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