Attenzione
A fine mese niente rinnovo del contratto, erano stati assunti per fronteggiare i picchi produttivi
Fuori 28 operai Lucchini
Valeria Parrini
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Operai dello stabilimento siderurgico in assemblea Slitta al 12 agosto la fermata dell'altoforno
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PIOMBINO. Per una trentina di operai Lucchini, la fine di luglio significherà la fine del lavoro. La direzione ha già comunicato ai diretti interessati - sono 28, per la precisione - che il loro contratto non sarà rinnovato. E intanto slitta la fermata dell'altoforno. Il cuore della fabbrica si fermerà il 12 agosto e riprenderà a battere prevedibilmente il 23. Lucchini Severstal conferma l'uscita dei 28 lavoratori. Un'uscita prevista. Di contratti a termine si tratta. Questo, però, non alleggerisce lo stato d'animo di quanti, tra pochi giorni, dovranno rimanere fuori dallo stabilimento. E delle loro famiglie. Un segnale brutto, insomma, in un contesto scandito da incertezze pesanti. L'azienda fa sapere che le 28 assunzioni sono maturate tra aprile e maggio, regolamentate da contratti di durata tra i due e i quattro mesi. Obiettivo circoscritto: affrontare i picchi di produzione del periodo. Soprattutto in acciaieria e nel settore delle spedizioni, agli impianti marittimi. «Parliamo di contratti siglati al di fuori degli accordi sindacali, che l'azienda ha sottoscritto quando chiedemmo il blocco degli straordinari. Unica esclusione, gli affiancamenti per l'addestramento», commenta il segretario provinciale Fiom, Luciano Gabrielli. Che una cosa tiene ad evidenziare: «Non stiamo parlando dei 450 rapporti di lavoro a termine che, in base all'intesa sindacati-azienda, dovevano essere trasformati in posti fissi. Operazione che è stata quasi completata e che dovrebbe concludersi con le scadenze autunnali». Può esserci uno spiraglio per i 28 operai vicini alla disoccupazione? Gabrielli è decisamente cauto: «Per loro, come per tutti i lavoratori della fabbrica e dell'indotto, non ci sono garanzie. La prospettiva è legata agli investimenti. Speriamo che il 3 agosto, Mordashow, porti buone notizie». Di sicuro, ad oggi c'è lo slittamento della fermata dell'altoforno. Sconosciuta la portata della manutenzione. Sembra, però, che l'intervento sarà limitato a "spruzzature" di refrattario tra le cassette di raffreddamento, nella parte dell'impianto che gli addetti chiamano tino. Poca cosa rispetto alle necessità di un impianto a fine campagna dal 2009.
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