Lutto
Nei piani della superazienda il potenziamento della linea turistica costiera per investire sui servizi ai residenti
Bus, il biglietto verso un rincaro di 10 centesimi
Angela Feo
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Un autobus dell’azienda AtmTorlai, vicepresidente della neonata Tiemme: «Siamo più forti, ma temiamo gli effetti dei tagli»
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PIOMBINO. Lo spettro dei tagli della nuova manovra finanziaria al trasporto pubblico locale spaventa non poco cittadini e utenti che rischiano di trovarsi di fronte a un servizio ridotto. La preoccupazione riguarda l'anno prossimo, quando anche l'entità dei tagli sarà più chiara. Allora è praticamente certo che la tariffa del biglietto subirà un riadeguamento di circa il 10%. Così come anticipa Carlo Torlai, presidente Atm, che dal agosto entrerà in carica come vicepresidente della Tiemme, la nuova super azienda dei trasporti della Toscana centro meridionale. Si ipotizzano tagli pesanti. Si parla addirittura di 200 milioni di euro che dal 2011 potrebbero venire a mancare al trasporto pubblico locale. «Questo vorrebbe dire togliere il 40% delle risorse. Sarebbe una catastrofe. Per il momento aspettiamo chiarimenti. La nostra riposta in ogni caso non potrà essere quella di raddoppiare i costi del biglietto: questo vorrebbe dire rendere antieconomico il servizio e allontanare gli utenti. Le tariffe però sono ferme dal 2005 e dunque è certo un riadeguamento delle tariffe intorno al 2% per anno: il biglietto urbano passerà dunque da 80 a 90 centesimi». La recente fusione vi permetterà di reggere il colpo? «Un'azienda più grande dovrebbe permettere di abbattere i costi aggiuntivi, di razionalizzare le risorse». In che modo? «Le faccio un esempio: finora sulla linea Piombino-Follonica-Grosseto viaggiavano due autobus di compagnie diverse, Atm e Rama. Adesso invece sarà possibile utilizzare un solo mezzo e un solo autista. Inoltre è nostra intenzione sfruttare i picchi delle stagionalità sui diversi territori. Potenziare dunque nell'estate la linea costiera, utilizzando magari autobus che nelle città dell'interno sono fermi. Siamo convinti che i flussi turistici potranno portare nelle casse della società risorse che ci consentiranno di mantenere servizi meno frequentati, ma comunque importanti per tanti cittadini. Penso alle linee verso l'interno come quelle per Monte Rotondo o Monteverdi». Atm era un'azienda tra le più piccole in Toscana. «Sì. E adesso è parte di un soggetto che si colloca tra i primi dieci a livello nazionale. Speriamo di riuscire a migliorare il livello dei servizi per gli utenti o, male che vada, di mantenere gli standard attuali. Certo è che di fronte a tagli del 40% dei fondi, non c'è fusione che regga».
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