Il Tirreno

Concessioni a rischio asta, si mobilitano i titolari degli stabilimenti balneari

Concessioni a rischio asta, si mobilitano i titolari degli stabilimenti balneari

Da Piombino a San Vincenzo 51 tratti di spiaggia sono gestiti da privati, ma incombe la direttiva Ue

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «Come sindacato abbiamo chiesto un incontro con la Regione. L'obiettivo è quello di prendere in esame una legge che rientri nel quadro delle normative regionali, al fine di trovare la soluzione migliore per tutti». A parlare è Marco Montagnani, presidente della Confesercenti, e la dichiarazione si riferisce alla direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali, che tanto sta facendo discutere e preoccupare i balneari di tutta Italia. La norma, presentata dalla Commissione europea nel 2004, ma recepita solo recentemente dall'Italia, determina l'abolizione del cosiddetto diritto di insistenza per le concessioni demaniali. In pratica, adesso esiste una sorta di prelazione a favore del gestore che già usufruisce dell'appalto, per l'eventuale proroga della concessione stessa. Con la direttiva Bolkestein questo diritto non ci sarà più. La Comunità europea, già nel corso del 2009 ha imposto al governo italiano un'infrazione reiterata, sollecitando l'abolizione del diritto di insistenza. Cosa che è in effetti avvenuta: con l'attuale Finanziaria non esiste più. Anche se nel decreto "milleproroghe" è stato inserito un provvedimento che sospende il tutto fino al 2015.  A quel punto dovrà essere presa una decisione, che verosimilmente coinciderà appunto con l'abolizione del diritto di insistenza. Lo scenario previsto è a dir poco preoccupante per i concessionari: privati del diritto di prelazione, dopo la prima scadenza (6 anni), rischiano di perdere la concessione che sarà quindi oggetto di una nuova gara.  Sono 19 le concessioni demaniali attive sul territorio di Piombino, 19 stabilimenti balneari, per un totale di 2.386 metri fronte mare occupati su 51 chilometri di estensione lineare. A San Vincenzo, 12 stabilimenti balneari, 12 alberghi, 6 villaggi turistici, 2 bar e ristoranti hanno una concessione, per una incidenza privata del 13% su 11 chilometri complessivi di costa. Anche per loro la minaccia appare concreta. Ad eccezione di quattro concessioni per Piombino e due per San Vincenzo, assegnate dal 2001, data nella quale le licenze sono passate sotto la disposizione delle amministrazioni comunali, tutte le altre esistono da tempo.  «La situazione attuale risulta sospesa - afferma Montagnani - Nell'ultima stagione si è già avvertita una flessione nell'industria della balneazione. La preoccupazione è grande. Chi ha fatto mportanti investimenti rischia di vedersi soffiare sotto il naso le aziende. Si passerebbe, a quel punto, dal consueto turismo balneare di tipo familiare, a un turismo gestito da grossi gruppi d'impresa».  Se è lo scetticismo ciò che più si percepisce nelle parole del presidente della Confesercenti, non manca tuttavia lo stimolo a cercare una soluzione. «In Italia - dice Montagnani - ci troviamo sempre a fronteggiare le emergenze. Sarebbe stato meglio affrontarle prima certe problematiche. A ogni modo, nei prossimi 4-5 anni, dobbiamo monitorare la situazione, provvedendo ad una buona legge che tenti di limitare i danni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web