Toscana
Cinque milioni per le imprese
Luca Centini
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L’assessore regionale Gianfranco Simoncini e una panoramica della LucchiniOssigeno all'indotto Lucchini col fondo di garanzia della Regione
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PIOMBINO. Un fondo di garanzia da cinque milioni per assicurare la liquidità alle imprese d'appalto Lucchini. Il salvagente lanciato dalla Regione dà respiro alle aziende, alle prese da mesi con la crisi dello stabilimento e con i ritardi nei pagamenti, i cui tempi si sono dilatati fino a 180 giorni. Le buone notizie per gli oltre 800 lavoratori dell'indotto Lucchini sono arrivate ieri, nel corso della riunione della giunta regionale. Prima, nella mattinata, si è tenuto un vertice istituzionale a cui hanno preso parte l'assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini, Fidi Toscana, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e il sindaco di Piombino Gianni Anselmi. La nascita del fondo di garanzia, gestito da Fidi Toscana, sarà ufficializzata lunedì prossimo con l'adozione della delibera da parte della giunta. Il sostegno finanziario assicurato dalla Regione dà nuove garanzie alle imprese in crisi, che ora possono attendere con relativa tranquillità l'evolversi della trattativa tra la proprietà del gruppo siderurgico e le banche creditrici. «I cinque milioni serviranno in prima battuta per le imprese dell'indotto Lucchini - hanno spiegato il presidente Enrico Rossi e l'assessore Gianfranco Simoncini - saranno un sostegno per il credito a breve, ma potranno in futuro essere utilizzati anche per altre situazioni di crisi». Stamani alle 10,30, all'hotel Centrale, l'assessore Simoncini illustrerà i contenuti dell'intervento nell'assemblea con le associazioni di categoria, convocata da Pmi unite. «In questa fase le imprese stanno lavorando a pieno regime in vista della fermata della fabbrica - ha spiegato Emanuela Minelli, coordinatrice di Cna Val di Cornia - le garanzie sulla liquidità e un giro di vite sui pagamenti danno nuove speranze dopo un periodo drammatico per le aziende». Il fondo funzionerà nello stesso modo degli altri fondi messi a disposizione dalla Regione da febbraio dello scorso anno per fronteggiare la crisi economica. In tutto 60 milioni, tra liquidità e investimenti, che hanno dato respiro a oltre 5mila imprese toscane e permesso di coprire finanziamenti alle banche per oltre un miliardo e mezzo di euro, di cui 800 milioni già garantiti ed erogati. Ieri Rossi e Simoncini hanno incontrato i vertici di Confindustria regionale e Confindustria Livorno. «Do atto alla Regione della sensibilità e della tempestività con cui ha risposto alle nostre richieste - ha commentato il presidente di Confindustria Livorno Andrea Gemignani - siamo impegnati da settimane per coordinare le piccole e medie imprese del territorio costituendo, a Piombino, uno sportello per la raccolta dei dati riferiti a pagamenti scaduti, forza lavoro e fatturati». Ora che l'emergenza indotto si avvia verso una soluzione, l'attenzione si sposta tutta sulla partita a scacchi tra Mordashov e le banche creditrici. In ballo c'è la rinegoziazione del debito da 770 milioni e la ricapitalizzazione del gruppo siderurgico. Il 3 agosto Mordashov sarà a Piombino per discutere il nuovo piano industriale con le istituzioni e i sindacati. L'incontro tra il magnate russo e il presidente Rossi è già fissato per quella data. Intanto Rossi ha ricevuto la telefonata dell'ambasciatore russo Alexej Meskhov, che ha confermato, in seguito alla lettera inviata nei giorni scorsi da Rossi, l'interesse del presidente Dimitri Medvedev nel ricercare una soluzione positiva alla vertenza Lucchini.
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