Sicurezza
Un po' di domande
Sergio Galligani (Piombino)
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Un po' di domande al sindaco Biagi Caro sindaco Biagi, sono un sanvincenzino di 72 anni. Premetto che non ho votato per lei e non ho mai apprezzato l'arroganza con cui la sinistra ha governato il nostro comune. Ma la rispetto quale primo cittadino della nostra amata e martoriata comunità. Ho detto "martoriata" perché, da tempo, vedo attuare scelte politiche e di gestione del territorio che, come molti altri, non condivido. Veniamo alle domande. San Vincenzo è dei sanvincenzini o della Sales, a cui il paese sta sempre più appartenendo? A questa domanda ne aggiungo altre che da anni sento ripetere da molti concittadini, che tacciono per paura di esporsi apertamente. Perché la maggior parte degli interventi edilizi sono assegnati sempre agli stessi professionisti? Perché i cittadini non possono avere l'opportunità di fare la spesa in un supermercato che non sia Coop? Perché la Sua amministrazione afferma che l'87% del litorale è spiaggia libera, quando sa benissimo che un sanvincenzino del centro deve prendere l'auto per andare a Rimigliano o a Castagneto? Perché si fanno costruire stabilimenti balneari che restano vuoti? Perché non si fanno interventi per prevenire i rischi connessi ad incidenti come quello di Viareggio? Le faccio presente che la rete ferroviaria attraversa tutto il paese, e non esiste né un muro divisorio tra rotaie ed edifici abitati, né pannelli contro l'inquinamento acustico. Perché San Vincenzo deve essere considerato il paese delle multe, e non piuttosto dell'accoglienza? E' vero che le regole vanno rispettate, ma occorre un po' di buon senso e di flessibilità. Perché, invece, non si cercano, ad esempio, i tanti evasori che danno in locazione appartamenti senza contratto nei mesi estivi a prezzi stratosferici? A dire la verità, queste domande le avrebbero dovute porre quei politicanti che in passato si sono opposti alla Sua e alle precedenti amministrazioni. Come mai essi si trovano, oggi, a far parte della sua compagine, addirittura come assessori o responsabili di settore del Pd? A conclusione, devo dire che ho apprezzato che la sua amministrazione abbia deciso di ascoltare i cittadini nel piano strutturale partecipato. Spero che lei accetti i loro suggerimenti, e che le scelte future mettano al centro i sanvincenzini e i servizi a loro destinati. Filippo Barbuscia (San Vincenzo) Merenda a Salivoli, una bella novità C'è veramente qualcosa di nuovo in città: un posto dove la gente va, si ritrova, mangia con gran piacere e beve di gusto. Oh non è certo il "Gambero rosso", non ci sono posate d'argento, piatti di porcellana, né camerieri. C'è solo un simpatico ed enorme cuoco che ha davanti a sè pile di piatti, bicchieri, posate, tutto di plastica e caraffe con vino bianco e rosso nonché una buona quantità di fette di pane e tovaglioli che ognuno può prendere a piacere. Subito dietro a tutta questa roba, una serie di pentolone con dentro stoccafisso alla livornese, trippa alla fiorentina, cozze alla marinara, polpo lesso e vassoi con crostini, acciunghe con e senza cipolla sottaceto, ricciola marinata nonché un ottimo formaggio pecorino stagionato. E vino che si lascia bere senza creare alcun ostacolo sulla strada che percorre. Il giovedì, alle cinque del pomeriggio o giù di, lì molta gente, me compreso, va a questa stazione gastronomica e si rilassa mangiando quelle cose. L'ambiente è paesano ma intendiamoci bene, paesano di classe, lì si fondono e confondono ceti diversi. Insomma c'è il sapore di merenda scansonata con pietanze adeguate al gusto di noi toscanacci. Io ho un sogno, quello di vedere Berlusconi, D'Alema, Casini e via dicendo in luoghi come questo, in fila con le altre persone per mangiare stocafisso alla livornese o una granfia di polpo lesso e godere di sorrisi e dei saluti degli altri commensali. Mauro Sozzi (Piombino) Spostare il mercato non è un danno Quello sul mercato settimanale non è un dibattito su questioni personali, ma su uno dei più grossi problemi riguardanti l'amministrazione della città. Nessuno vuol mettere in difficoltà gli ambulanti, anzi devo spiegare meglio che il Parco 8 Marzo potrebbe essere anche più positivo per loro perché è più baricentrico rispetto alla città. Intanto si potrebbe utilizzare tutta via Medaglie d'Oro della Resistenza, i due gradoni ovviamente asfaltati ed eventualmente anche il parco stesso sui viali, per mettere i banchi. Nel grande circo superiore ci verrebbe un bel parcheggio per chi viene da fuori e non solo. Queste sarebbero spese necessarie da parte del Comune a fronte di altri soldi spesi inutilmente, per ovviare ai disagi e ai pericoli che onestamente non si possono negare, legati all'attuale localizzazione del mercato; pensiamo a via Gori. Trovare altri luoghi sarebbe doveroso e auspicabile, luoghi che esistono e dove non si dovrebbe far levare le auto e rimuovere i cassonetti. Ho detto che quella degli ambulanti è una categoria forte perché anni fa domandai all'ex sindaco Benesperi perché non mandava il mercato nel Parco 8 Marzo e mi rispose: "Lo volevo fare ma loro dissero di no". La realtà non si può nascondere, gli ambulanti hanno il diritto di lavorare ma credo che negli altri paesi non trovino la brutta situazione piombinese, e mi meraviglio degli abitanti interessati che subiscono in silenzio, e delle autorità preposte alla pubblica sicurezza.
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