Il Tirreno

Prima vera prova d’estate: problemi a raffica e ritardi tra Portoferraio e Piombino

Strade in tilt e caos traghetti

Valentina Landucci
Lunghe file di auto dirette nella zona portuale di Portoferraio
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Lunghe file di auto dirette nella zona portuale di Portoferraio

Code sui porti e le compagnie litigano per gli accosti

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 PORTOFERRAIO. La buona notizia è che i turisti, in arrivo e in partenza, ci sono. Quella meno buona è che l'assalto ai traghetti di questo fine luglio ha messo in crisi la viabilità a terra e il traffico in porto. Ieri sulle strade di Portoferraio e in banchina a Piombino si è rischiato il collasso. Più degli altri anni, forse, perché a navigare in su e in giù per il canale ora ci sono tre compagnie.  Poche infrastrutture, spazi non sempre sufficienti, ritardi nelle operazioni di sbarco- imbarco, problemi di sicurezza dovuti al maltempo. Le cause sono in parte anche queste, ormai note. Ma è chiaro che il traffico in tilt a Portoferraio e le compagnie marittime che si litigano le banchine a Piombino descrivono una situazione critica e anomala, che deriva forse anche da un aumento del traffico navale: solo su Piombino 57 corse in arrivo e in partenza ogni giorno. Ma andiamo per ordine.  Le strade di Portoferraio. Come ogni estate il sabato è un giorno cruciale per la viabilità nell'area portuale: migliaia di auto in arrivo e in partenza. Per il secondo weekend consecutivo è scesa in campo la polizia municipale con personale su ogni rotatoria e incrocio dell'area portuale. Un aiuto indispensabile che però non è riuscito a evitare le code. Accanto al problema, ormai noto, dell'incolonnamento delle auto su viale Teseo Tesei, da quest'anno si è aggiunta la lunga fila di mezzi su Calata Italia: quelli che si imbarcano con Blu Navy (oltre 250 ieri mattina) alla quale, tecnicamente, non sono stati assegnati piazzali da utilizzare per far sistemare le auto prima dell'imbarco. «Non abbiamo un piazzale - afferma Giulio Schenone, amministratore delegato della compagnia - né possiamo mettere un'adeguata segnaletica per indirizzare i nostri passeggeri alla banchina perché a volte attracchiamo all'Alto Fondale, altre al molo Massimo». Una questione evidenziata anche dal sindaco, Roberto Peria. «I problemi si creano anche perché le auto non sanno dove andare - spiega - né per imbarcarsi né per andare a fare i biglietti».  In porto. Il caos di viaggiatori in attesa di imbarco ha caratterizzato anche il porto di Piombino. Ma a complicare le cose ci si è messo il vento. Perché Blu Navy, attraccata in banchina intorno alle 12, è stata costretta a tornare in rada, facendo spazio a un traghetto Moby per motivi di sicurezza, per poi riattraccare e imbarcare i passeggeri della corsa delle 14. Le operazioni, però, sono andate per le lunghe (fino alle 15,15) e così un secondo traghetto Moby è stato costretto ad aspettare a largo il proprio turno per far sbarcare turisti e residenti elbani. Un danno per entrambe le compagnie sul quale l'Autorità portuale intende fare chiarezza: martedì un incontro con le compagnie marittime.

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