Sicurezza
«Multe troppo basse per i furbi di Pianosa»
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Un panfilo nelle acque protette dellisola di Pianosa, per il Parco vanno inasprite le multe per chi le invade Il presidente Tozzi: chiederemo al Ministero di aumentarle
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PIANOSA. Troppo basse le multe per chi viola l'area protetta a mare di Pianosa. Ne è convinto anche il presidente del Parco, Mario Tozzi, e con lui il consigliere dell'ente e portavoce di Legambiente Umberto Mazzantini. Verbali da 330euro circa emessi nei confronti di chi, a bordo di yacht extralusso, si permette di fare qualche tuffo in zona proibita, non riusciranno a impedire le violazioni. Perché chi ha i soldi, come i proprietari delle barche da diporto scoperti negli ultimi giorni dalle forze dell'ordine, può anche mettere in conto di pagare la sanzione «perché una cifra del genere per quelle persone - continua - vale quanto dieci centesimi dimenticati in una tasca». Questo non significa certo che i controlli e le multe non servano. Anzi, è l'esatto contrario. Semmai sarebbe necessario innalzare le sanzioni per tutelare quello che da tutti viene riconosciuto come un valore. «Il problema - spiega Tozzi - è che il Parco non ha la possibilità di farlo, ma siamo intenzionati a scrivere al Ministero dell'ambiente perché intervenga sulle norme e aumenti le sanzioni». Una proposta lanciata da Mazzantini a seguito delle continue violazioni. «E' vero che il Parco non può cambiare le sanzioni ma può chiedere al Ministero che vengano applicate le cifre più alte - spiega Mazzantini - ed è quello che faremo: ho intenzione di inoltrare al direttivo del Parco, già in una delle prossime sedute, questa proposta. In un Paese civile, ed è quello che succede all'estero, invasioni di aree protette come Pianosa non solo costano ma comportano in alcuni casi anche il sequestro dei mezzi che violano le regole».
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