Il Tirreno

Due nuovi alberghi a Populonia e al podere Casone

Valeria Parrini
Il Casone di Baratti, sopra l’assessore Luciano Francardi e l’ex scuola di Populonia
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Il Casone di Baratti, sopra l’assessore Luciano Francardi e l’ex scuola di Populonia

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 PIOMBINO. C'è un albergo nel futuro del borgo di Populonia. Un altro, è nel futuro della costa sottostante.  L'assessorato all'urbanistica anticipa alcuni degli elementi del Piano particolareggiato di Baratti.  L'elaborato, che sarà adottato in settembre dopo aver scontato un lungo ritardo, «punta ad offrire garanzie ambientali e risposte di qualità in grado di valorizzare l'area». Parola dell'assessore Luciano Francardi. Che insiste molto sui termini di «recupero dell'esistente» e di sostenibilità. Escludendo cementificazioni.  Posti-letto vista mare. Gli orientamenti progettuali includono due destinazioni alberghiere. Una, in qualche modo, era già venuta fuori, destando anche preoccupazione. Ed è quella del podere Casone. In pieno golfo. «Nessun aumento volumetrico, conservazione dell'aspetto esteriore e degli elementi tipici del paesaggio. Un puro restauro conservativo con cambio di destinazione d'uso», afferma Francardi.  La new entry. Novità assoluta, invece, per Populonia dove l'ex colonia (l'edificio immediatamente a destra, entrando dall'arco della rocca) potrà essere trasformata in un hotel. Con tante stelle, vista la cornice.  La struttura è ancora della Croce rossa che l'ebbe in donazione dalla famiglia Gasparri (proprietaria di buona parte del borgo) quasi un secolo fa. Con alcuni vincoli. A beneficiarne, ad esempio, dovevano essere orfani o bambini in difficoltà. E così è stato a lungo. Poi, l'abbandono, il degrado e progetti diversi, comunque con finalità a carattere sociale e di aiuto all'infanzia, che finora non si sono concretizzati.  L'albergo potrebbe avere più chance ma la Cri dovrebbe mettere in vendita il palazzo superando i vincoli del lascito Gasparri che, proprio in caso di vendita, potrebbero rimettere in campo la famiglia. Anche per questo edificio, il Comune parla di restauro conservativo.  Non più del 4%. Francardi rassicura: «Il piano mantiene l'attuale rapporto tra gli arenili liberi e quelli in concessione: 80 metri in tutto fronte mare, pari al 4%, appunto».  Gli ospiti del villaggio turistico di Poggio all'Agnello a cui, in base di una convenzione del 2002, è stato offerto un braccio a mare autonomo, potrebbero trovarlo in accordo con i concessionari attuali. Oppure nel tratto finale del golfo, nella spiaggia sassosa vicina al ristorante Canessa che comunque sarà assegnata con bando pubblico.  Boe e vela. Nessun aumento del campo boe e assegnazione in forma consortile dei servizi a terra relativi. Il piano indica anche questo mentre per il progetto del Centro velico, Francardi parla di demolizioni di ruderi nella pineta e di accorpamenti dei volumi. Ma senza aumenti. E senza il rialzo di un piano della scuola di vela. «L'edificio è del Comune e lo ristruttureremo mantenendo l'attuale impatto visivo. La previsione dell'ostello è da valutare. L'associazione - prosegue - deve lasciare la sede sotto piazza Bovio e trasferirsi lì».  La porta del parco. Sarà a Caldanelle dove è prevista un'area attrezzata con servizi commerciali, di informazione turistica, sosta per camper.  Arrivano le fogne. I quattro milioni per la realizzazione del sistema fognario, del tutto assente nel borgo e a Baratti. sarebbero sovrastimati.  «L'Asa - afferma l'assessore - sta disponendo un progetto più abbordabile. Realizzarlo sarà decisivo per ottenere la bandiera blu e supportare l'ingresso di Baratti nel patrimonio dell'Unesco».  Capitolo a parte resta quello dell'erosione.

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