Il Tirreno

Un piano contro il caro rifiuti

Valentina Landucci
L’impianto del Buraccio dove presto sarà prodotto cdr e compost di qualità per ridurre il costo dello smaltimento dei rifiuti sull’isola
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L’impianto del Buraccio dove presto sarà prodotto cdr e compost di qualità per ridurre il costo dello smaltimento dei rifiuti sull’isola

Compost, nuovi impianti e aiuti dalla Regione per risparmiare

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PORTOFERRAIO. Sulla carta l'intesa c'è. Mancano ancora un paio di firme, quella del Comune di Marciana Marina (che arriverà nei prossimi giorni) e quella - più in forse - del Comune di Porto Azzurro. L'obiettivo è chiaro: tagliare del 20% il costo per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sull'isola. Da 10 a 8 milioni l'anno lavorando, anzitutto, su riduzione della produzione di spazzatura e incremento della differenziata. Come? Comuni, Provincia e Ato Costa hanno messo insieme qualche idea che passa anche attraverso il sostegno economico della Regione. Quella sottoscritta ieri non è certo la prima intesa in materia di rifiuti. Lo ricorda Giovanni Fratini, assessore di Rio Elba. In pochi casi le precedenti hanno avuto un seguito in termini di concretezza. Speriamo sia la volta buona, anche perché l'isola è a un punto di non ritorno, se non altro per la sostenibilità economica del sistema: lo smaltimento costa mediamente il 30% in più rispetto a Piombino o a Livorno. «Quello che andiamo ad approvare - spiega l'assessore provinciale Nicola Nista - è un protocollo che invita gli enti ad attivare buone pratiche per ridurre il costo dei rifiuti». Due gli obbiettivi del piano degli enti locali: la riduzione della produzione dei rifiuti e l'incremento della differenziata.  Le strategie. L'attivazione della raccolta differenziata per le strutture ricettive, i bar e i ristoranti, sarà un primo passo, già attivato con successo, ad esempio, a Marina di Campo, come ricorda il sindaco Vanno Segnini. Inoltre potranno essere realizzate, con risorse dell'Ato, nuove piattaforme per la differenziata. Un modo, come sottolineano gli assessori Ricci (Marciana) e Baleni (Rio Marina) per disincentivare l'abbandono di ingombranti sul territorio. In questo ambito Comuni e Provincia intendono elaborare uno studio di fattibilità per la realizzazione di un impianto di trattamento della differenziata, ad esempio per la frantumazione del vetro, «in modo da ridurre il volume del rifiuto - continua Nista - e limitare i costi del trasporto».  Una delle partite più interessanti si giocherà in merito all'attivazione delle linee per la produzione di cdr (combustibile da rifiuti) e compost di qualità al Buraccio. La prima linea è pronta, ma non funziona perché i Comuni non saprebbero dove conferire il cdr elbano. L'ipotesi, come spiega il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, è quella di conferirlo all'inceneritore di Scarlino. La seconda linea è in fase di collaudo: il compost prodotto sarà utilizzato per la bonifica della discarica di Literno che oggi costa ai Comuni 800mila euro l'anno per lo smaltimento del percolato. Dalla Regione, poi, sono attesi 300mila euro per abbattere, nell'ottica della continuità territoriale, i costi del trasporto dei rifiuti. Un aspetto fondamentale, questo, secondo l'assessore capoliverese Claudio Della Lucia, insieme alla definizione di una tariffa unitaria di ambito.  Stop alla plastica All'impianto generale dell'accordo si aggiungono altre proposte. Peria lancia l'idea dell'isola senza plastica: solo contenitori in vetro che non danneggiano l'ambiente e possono essere riutilizzati. Sulla stessa linea anche il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi. «Abbiamo la nostra acqua - spiega - quella di Napoleone. Troviamo un accordo per utilizzarla di più eliminando la plastica».

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