La manifestazione
Sicurezza in Lucchini, è allarme rosso
Valeria Parrini
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Uno scorcio degli impianti marittimi della Lucchini Operaio ferito mentre stiva rotaie. E un carrello dello scaricatore esce dai binari
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PIOMBINO. Ancora paura sugli impianti marittimi Lucchini. Ieri, un operaio si è ferito seriamente al volto e al torace mentre stivava rotaie. Pochi giorni fa un carrello dello scaricatore 45, in azione ad una ventina di metri d'altezza, è uscito dai binari. In fabbrica, è allarme sicurezza. Luca Giuntoli, piombinese 47enne, dipendente Lucchini da un paio d'anni, stava avvicinando i prodotti all'interno della stiva. Durante lo spolettamento, è stato colpito al volto e al torace dal palo usato in questi casi per far leva. Giuntoli è stato trasferito a Villamarina dove i medici hanno diagnosticato un trauma facciale e la rottura di un paio di costole. Un deragliamento in piena regola, invece, quello che si è registrato qualche giorno prima nello stesso reparto, al carrello dello scaricatore 45. Oltre al prevedibile spavento del manovratore, l'incidente ha provocato l'impatto con la protezione dei camminamenti sottostanti. Pezzi di paratie sono volati giù da una ventina di metri. In caduta libera. Come la sicurezza dello stabilimento che, secondo testimonianze diverse, farebbe registrare un peggioramento netto. E non solo lungo le banchine. L'episodio è rimbalzato all'esterno solo ieri. Ne erano a conoscenza gli ambienti sindacali mentre l'unità Grandi imprese dell'Asl, ha dichiarato di non saperne niente. Ha confermato, invece, che è ancora sotto sequestro la gru 85, anch'essa della Siderpiombino, dove tempo fa cadde un pezzo del braccio. La Lucchini fa sapere che il problema è legato alla rottura di una fune, che il carrello è in riparazione e che i suoi tecnici stanno completando le verifiche. L'uscita dai binari si è registrata poco prima delle 22, in prossimità del cambio turno, tra il secondo e il notturno. «Ma avrebbe potuto accadere in qualsiasi momento, mentre magari stavamo pulendo le stive e ci poteva scappare un guaio grosso», sostiene Alessandro Martini, delegato Fiom. «Rischio alto - prosegue - anche per il personale della chiatta che ha il compito di alleggerire il carico delle navi prima dell'ingresso in porto. Di casi analoghi ce ne sono già stati, ma non così brutti come questa volta». E a chi gli chiede un commento che superi gli aspetti tecnici, Martini risponde così: «Il quadro è riconducibile alla situazione della Lucchini. Di una fabbrica in vendita dove si risparmia su tutto. A partire dalle manutenzioni. Se non cambieranno le cose, l'incidente grave sarà inevitabile».
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