Il Tirreno

Gare nel Santuario Abbate: «Siamo stati strumentalizzati»

Delfini di fronte a Procchio
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Delfini di fronte a Procchio

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Non fanno cenno al parere negativo del Ministero dell'Ambiente, ma sostengono di aver deciso di cancellare il raduno motonautico a Porto Azzurro e le gare di regolarità nel Santuario dei cetacei «a fronte delle strumentalizzazioni in atto da parte di verdi e ambientalisti». Gli organizzatori della Primatist Trophy 2010 spiegano così l'annullamento dell'evento programmato il 27 luglio a Porto Azzurro. Si svolgeranno invece le serate e le prove a terra a Porto Ercole e a Talamone. Una decisione definita sofferta «arrivata dopo una serie di fraintendimenti - si legge nel comunicato della società - volutamente generati dal fatto di considerare l'evento una vera e propria gara di Off-Shore inquinante ed altamente dannosa. Il Trophy è invece un happening che, soprattutto negli ultimi anni, ha la connotazione di un raduno sportivo con famiglie a seguito con barche da turismo che affrontano prove di regolarità, il tutto assimilabile all'uso diportistico delle imbarcazioni». «Sono state dette e scritte tante inesattezze - spiega Marco Abbate della Primatist - atte a screditare la nostra manifestazione, dunque per sgomberare il campo da ogni tipo di equivoco, abbiamo deciso di annullare qualsiasi prova in mare per rispetto al Santuario dei Cetacei anche se non capiamo fino in fondo la differenza tra l'uso fatto delle imbarcazioni durante il nostro raduno e qualsiasi uso diportistico e chiediamo scusa per il disturbo arrecato, anche in considerazione del fatto che Primatist è una realtà che guarda con molta attenzione al rispetto dell'ambiente».  Nuovi allarmi. Intanto per il Santuario arrivano nuovi allarmi. Greenpeace rende noti i risultati delle analisi sulle acque prelevate in alto mare e poco distanti dall'Arcipelago. I livelli di contaminazione sono simili a quelli di una fognatura e, se si verificassero situazioni del genere in spiaggia, sarebbe obbligatorio disporre un divieto di balneazione. La colpa? Per l'associazione è delle grandi navi che attraversano quotidianamente il Santuario - oggi una scatola vuota addirittura privo degli organi di gestione - e scaricano in mare liquami.

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di Redazione web