Il Tirreno

La politica si dice a fianco dei lavoratori. «La crisi della Lucchini è un caso nazionale»

Alla protesta adesioni bipartisan

Una manifestazione dei lavoratori della Lucchini
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Una manifestazione dei lavoratori della Lucchini

Il Pd e l'Idv polemici col governo: «Manca un interlocutore»

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 PIOMBINO. Una fabbrica profondamente in crisi. Intorno alla quale si stanno facendo sentire le voci di tanti gruppi politici, molti dei quali oggi parteciperanno allo sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm.  Il coordinamento di Sinistra Ecologia Libertà sostiene che «Il disimpegno della multinazionale Severstal impone a tutti la necessità di operare per individuare percorsi atti a scongiurare passaggi traumatici che andrebbero a colpire migliaia di famiglie». Afferma poi di aver interessato i propri gruppi dirigenti «perché svolgano azioni a tutti i livelli istituzionali e facciano della crisi Lucchini un caso nazionale. Per questo riteniamo positiva la proprosta di un consiglio comunale aperto che potrebbe rappresentare il primo atto unitario nella ricerca di una via d'uscita».  Rappresentanti di diversi schieramenti hanno dichiarato che parteciperanno alla manifestazione davanti alla direzione della Lucchini. Tra questi Luigi Coppola, dell'Udc Elba-Val di Cornia: «Un patrimonio produttivo come quello della nostra città non può essere disperso», dice.  Ci sarà poi il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli, che ricorda come al momento nel governo non esista un ministro allo sviluppo economico e dunque «non c'è un interlocutore a livello nazionale per la questione Lucchini». A evindenziare la mancanza di interlocutori sia da parte dell'azienda sia del governo sono anche il coordinatore toscano dell'Idv Fabio Evangelisti e il responsabile del dipartimento regionale welfare e lavoro Roberto Rizzo. Evangelisti annuncia di aver depositato alla Camera un'interrogazione al ministro dello sviluppo economico, ovvero il premier Belusconi.  Anche rappresentati del Psi locale, come Stefano Ferrini, Alberto Rossi e Luca Baragatti, esprimono il loro sostegno all'iniziativa dei sindacati. Lo stesso Nicola Nascosti, consigliere regionale Pdl e vicepresidente della Commissione attività produttive, che sarà oggi a fianco degli operai. «Il Governo sta attendendo dalla Lucchini un piano industriale credibile per il rilancio delle acciaierie - dice - Questa è la premessa indispensabile affinché possa avere successo il tavolo di confronto tra azienda e parti sociali previsto per giovedì 29.» Non mancheranno l'europdeputato Claudio Morgianti e la consigliera regionale Marina Staccioli (entrambi della Lega Nord).  Il circolo di Rifondazione Comunista di Piombino afferma invece che «lo sciopero di 3 ore proclamato per la sola Lucchini può essere solo un primo momento di lotta». «In una situazione di sovraproduzione dell'acciaio mondiale - dice Rc - e in cui si prevede un taglio delle produzione europea di circa 20 milioni di tonnellate di acciaio annue, sarà dura trovare chi compra lo stabilimento. E' importante dunque capire quali sono le condizioni per la permanenza della siderurgia a Piombino e quale progetto industriale può funzionare».

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