Il dolore
MOTONAUTICA
«Nessuna gara offshore il nostro è un raduno»
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PORTO AZZURRO. «Non è una gara di motonautica ma un raduno che si svolgerà regolarmente a fine luglio. A quanto ci risulta non ci sono motivi che lo impediscano». Parola degli organizzatori del Primatist Trophy 2010, la manifestazione che dal 27 al 30 luglio - con partenza da Porto Azzurro - attraverserà il Santuario dei cetacei Pelagos tra l'Elba, Porto Ercole, Talamone e il Giglio. Per l'evento, intitolato "Coppa la Gazzetta dello Sport - Trofeo Pininfarina", la Primatis by Bruno Abbate srl in provincia di Como, noto marchio nel settore della nautica sia in ambito sportivo (per le gara motonautiche) che cantieristico, è da alcuni giorni nell'occhio del ciclone. Da un lato Legambiente, la prima a denunciare da parte della società promotrice della manifestazione una presunta violazione delle norme sul Santuario (dove sono severamente vietate gare con mezzi veloci a motore), dall'altro tre senatori del Pd che puntano il dito contro quello che loro stessi definiscono un atto di pirateria nell'area protetta. A loro il ministero dell'Ambiente risponderà domani in aula. In mezzo, però, c'è anche il tema non secondario delle autorizzazioni per la manifestazione: indipendentemente dalla natura dell'evento, infatti, il Ministero dell'Ambiente (e tramite questo la Capitaneria di Portoferraio) deve esprimersi sull'autorizzazione ma fino ad oggi non ha ancora concesso alcunché. «Faremo delle gare - spiegano gli organizzatori - ma di ormeggio. Nessuna competizione motonautica ma passeggiate in mare con personaggi più o meno famosi e le loro famiglie». La presentazione dell'evento - disponibile sul web - annuncia gare di regolarità e non di offshore. La manifestazione resta, in ogni caso, in sospeso, fin tanto che non arriveranno risposte da Roma. Per ora l'unica cosa certa è che la Federazione italiana motonautica prende le distanze dall'iniziativa, o meglio precisa che non sono state organizzate dalla Fim gare di offshore nelle acque del Santuario. Una risposta che a Legambiente, però, non basta. Da qui l'invito, al Ministero dell'Ambiente, a chiudere il caso e tutelare delfini e balene che popolano il Santuario.
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