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Lavori in banchina e fango in mare I bagnanti si rivolgono ai carabinieri
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PORTO AZZURRO. Decine di tonnellate di materiale di recupero che, giornalmente, vengono scaricate in mare. A poca distanza un tratto di mare destinato ai bagnanti. Lavori autorizzati per il consolidamento statico e il potenziamento del porto di Porto Azzurro per un milione e 600mila euro. Ma in corso nonostante la piena stagione estiva e che, quanto meno, sono in netto contrasto con la balneazione. Così scatta la denuncia. Arduino Donati è un portoazzurrese doc. Dice: «Nell'allungamento del porto vengono eseguiti lavori e ogni giorno vengono scaricate tra 400 e 500 tonnellate di materiale di recupero di cava che riempiono il cassone autofondante dal quale poi esce anche fango. A trenta metri di distanza ci sono persone che fanno il bagno. Fra i bagnanti si sono trovate durante una fase dei lavori anche mia nipote e mia moglie. Cosa fare? Intanto ho fatto una denuncia». Rimarca Donati: «Prima sono andato alla stazione dei carabinieri e mi hanno risposto che la ditta che esegue l'intervento ha l'autorizzazione. Poi ho contattato il Noe di Grosseto che mi ha indicato la Compagnia dei carabinieri di Portoferraio che ha inviato una pattuglia per verificare il fatto, infine sono andato anche dal delegato di spiaggia. Un giro tortuoso. Mi meraviglia il fatto che il sindaco che è un medico: fra i suoi compiti dovrebbe esserci anche l'incolumità delle persone». Alla fine una denuncia presentata ai vigili urbani.
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