Il Tirreno

La mostra al Castello è un’occasione importante per scoprire studi e progetti anche sulla siderurgia

La città vista dal genio di Vinci

Melisanda   Massei Autunnali
L’inaugurazione e la Gioconda nuda di Bottega leonardesca
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L’inaugurazione e la Gioconda nuda di Bottega leonardesca

Per la prima volta viene esposta la "Gioconda nuda" di Bottega leonardesca

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 PIOMBINO. Il patrocinio del ministero dei beni culturali è arrivato solamente pochi giorni prima dell'inaugurazione: eppure, malgrado la sua importanza, non è questo l'unico riconoscimento di prestigio spettato a "Il ritorno di Leonardo a Piombino", la mostra che si è aperta al Castello sabato pomeriggio e che resterà in città fino al 6 gennaio 2011. All'inaugurazione erano presenti anche Giorgio Kutufà, presidente della provincia, l'assessore alla cultura Ovidio Dell'Omodarme, Luca Sbrilli, presidente Parchi Val di Cornia e due tra i più autorevoli studiosi del genio di Vinci: Carlo Pedretti (direttore dell'"Armand Hammer Center for Leonardo", Università della California) e Alessandro Vezzosi (direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci).  Leonardo da Vinci si fermò a Piombino per alcuni anni all'inizio del XVI secolo, incontrando la città nel suo periodo di maggior fortuna e popolarità.  L'esposizione rappresenta un'occasione importante per svelare al pubblico i numerosi punti di congiunzione tra il genio e il territorio: riflessioni che vanno ben oltre i progetti relativi alle fortificazioni e che negli oltre quaranta pezzi presenti nella mostra tornano alla luce rivelando interessi anche di ordine siderurgico, marittimo e architettonico.  «Molte cose sono state poco divulgate - ha commentato il dottor Vezzosi - Il tema del ritorno di Leonardo in questa città chiede di essere sviluppato come il ritorno nell'uomo-nodo: ovvero di un uomo in cui incrociano tante culture e tanti temi».  Una storia molto ampia, dunque, che il Comune, la Parchi e il Museo Ideale di Vinci sperano di poter proseguire lavorando di concerto verso iniziative che potrebbero già emergere nei prossimi mesi: un evento dimostrativo di montaggio e di allestimento di un ponte e, soprattutto, la realizzazione di un'enciclopedia esplicitamente dedicata agli innumerevoli rapporti tra Leonardo e Piombino.  «La mia proposta - ha poi sottolineato Pedretti, che in qualità di esperto aveva già visitato la città nel 1957 - è inoltre quella di un gemellaggio tra Piombino e una città che ho recentemente visitato, Romorantin, dove si sta svolgendo un'altra mostra dedicata a Leonardo. E' ora che Piombino, per i suoi meriti in questo campo, acquisisca un'importanza europea».  «Questa mostra - ha aggiunto, concludendo, Ovidio Dell'Omodarme - è dunque un'esperienza ponte e fa parte di un progetto di rimusealizzazione del Castello, come luogo simbolo della storia di una città importante nel Medioevo e capitale di uno stato preunitario: quello che fin d'ora possiamo dire è che Leonardo abiterà stabilmente a Piombino».  Per la mostra è di grande rilievo anche l'esposizione - per la prima volta - della "Gioconda nuda", originale datato 1511 di Bottega leonardesca. Un dipinto attribuibile a Salai, l'allievo prediletto del maestro fiorentino, e la sua presenza è stata svelata solo al momento dell'inaugurazione.

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