Gioco
Via ai saldi di fine stagione ma pochissimi acquistano La crisi economica non ha fine
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Un negozio del centro che propone sconti del 50% Per il Centro studi statistici della Camera di commercio situazione difficile fino al 2012 per l'aumento dei disoccupati
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PIOMBINO. Con l'arrivo del grande caldo sono partiti i saldi: nei negozi del centro c'è chi cerca di vendere ricorrendo fino al 50% di sconto (che campeggia a grandi scritte sulle vetrine). Al Semaforo Rosso si arriva a proporre uno sconto del 30% in linea con molti altri negozi di corso Italia e corso Vittorio Emanuele (si parte da un minimo del 20%). Nonostante le offerte pochissimi acquistano, per via di una crisi economica che, non accennando a finire, riduce all'osso stipendi (quando ci sono) e pensioni. La riprova si ha facendo un giro in centro: dalle vetrine ci si accorge che, in molti negozi, gli scaffali sono ancora pieni di merce. Solo qualche turista si avventura nelle spese. Sembra di rivivere il copione d'inizio anno: l'avvio dei saldi al rallentatore, per poi riprendersi pian piano. Del resto le famiglie sono concentrate sulle ferie ed i soldi se ne vanno per trascorrere qualche giorno lontano dalle preoccupazioni quotidiane. Soltanto per andare al mare bisogna accollarsi spese per benzina, parcheggi e noleggio di sdraio ed ombrelloni, ormai una moda anche da noi. A proposito di crisi economica, secondo le previsioni del Centro studi statistici della Camera di commercio di Livorno, la situazione non sarà rosea fino al 2012. Ecco i dettagli. I dati più allarmanti riguardano il mercato del lavoro. Cominciamo dai disoccupati che, in provincia di Livorno, sono cresciuti del 69,4% fino ad ora. Si prevede un ulteriore aumento nel 2011 e nel 2012. Una leggera diminuzione potrebbe avvenire soltanto nel 2013. Secondo il Centro studi statistici della Camera di commercio si ipotizza che tale previsione tenga conto «del possibile esaurimento delle ore di cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga concesse dall'Inps alle imprese con conseguente trasformazione di molti lavoratori da cassaintegrati a disoccupati». Secondo il Centro studi statistici, «tra il 2009 ed il 2013 si prospetta una contrazione delle unità di lavoro esistenti nelle imprese agricole provinciali pari al 12,1%, contro il -8,3% delle unità di lavoro dell'industria, il -1,3% di quelle riferite all'edilizia ed il +3,2% delle unità di lavoro ascrivibili alle imprese di servizi». Per la Camera di Commercio di Livorno «la ricchezza prodotta in provincia crescerà comunque al di sotto dell'1% nel 2010, dato già al netto della variazione dei prezzi, mentre per gli anni successivi la variazione sarà positiva ma inferiore al 2%». Qualche buona notizia arriva dall'industria. Secondo le previsioni economiche fatte ad aprile, la ricchezza prodotta dall'industria potrebbe arrivare ad un +5,33% alla fine di quest'anno e ad un +3,7% nel 2011. Più contenuta sarà dal 2012 in poi. «Peggiorano le previsioni sull'andamento del settore edile - si legge - per il quale si passa da ipotesi di crescita a ipotesi di inviluppo: il valore aggiunto prodotto cala di quasi tre punti percentuali nel 2010 e di circa mezzo punto nel 2011. Seguirà un biennio di stagnazione». Segnali poco positivi anche nel settore dei servizi: un iniziale risveglio avverrà solo a partire dal 2012.
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