Il Tirreno

Lo scopre Legambiente dopo la denuncia per una gara di motonautica

Scompare il Santuario dei Cetacei Vertici azzerati, ma nessuno lo sa

Una balenottera al largo dell’Elba
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Una balenottera al largo dell’Elba

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 PORTOFERRAIO. Gli ambientalisti e gli amanti di delfini e balene dovranno ringraziare gli organizzatori del Primatist Trophy 2010, la gara di motonautica con partenza da Porto Azzurro che a fine luglio dovrebbe tenersi nel bel mezzo del Santuario dei Cetacei pelagos. E non si tratta di un paradosso. Perché solo l'annuncio della competizione, vietatissima, in questo tratto di mare, ha fatto scoprire ai vertici nazionali di Legambiente quello che non avrebbero mai voluto sentirsi dire. La decapitazione del Santuario, la scomparsa degli organi direttivi. Insomma la morte dell'organismo messo a capo dell'area protetta più grande del mediterraneo per così dire "strozzata in culla". Costituita ufficialmente nel 2007 è riuscita a sopravvivere, con pochissime risorse, appena due anni. Dalla fine del 2009 il segretariato del Santiario Pelagos, con sede a Genova, non esiste più. Il segretario messo a capo dell'ente, Philip Robert, non ricopre più quell'incarico dal gennaio di quest'anno. E anche il comitato di pilotaggio dell'ente è praticamente scomparso da quando l'ex funzionario del Ministero dell'Ambiente, Aldo Cosentino, è andato in pensione. Ecco perché oggi l'area protetta è presa d'assolto dai pirati, come i parlamentari del Pd Francesco Ferrante, Roberto Della Seta e Raffaele Ranucci definiscono gli organizzatori della gara di motonautica a Porto Azzurro. Se nessuno si occupa del Santuario ogni attività rischia di diventare lecita e chiunque può prendersi la libertà di organizzare eventi, vietati ma solo sulla carta, senza chiedere l'autorizzazione.

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di Redazione web