Gioco
Gara di motonautica senza autorizzazioni Interrogazione in Senato per annullarla
◗
L’area portuale di Porto Azzurro2 MINUTI DI LETTURA
«Il ministro Prestigiacomo blocchi la gara, in nome della tutela dei nostri mari e della legalità». I senatori del Pd Francesco Ferrante, Roberto Della Seta e Raffaele Ranucci scendono in campo contro il Primatist Trophy 2010, la gara di motonautica in programma a fine luglio con partenza da Porto Azzurro.
Un caso denunciato da Legambiente in relazione al fatto che la competizione, che si svolge nelle acque dell'Arcipelago inserite nell'area protetta denominata Santuario dei cetacei Pelagos è, almeno sulla carta, vietata. Ma gli organizzatori sembrano non aver tenuto conto delle norme, pur blande, che vigono in questo tratto di mare. Contro lo svolgimento della gara interviene anche il Wwf nazionale che definisce l'evento uno sfregio agli accordi sottoscritti, a livello internazionale, per la tutela del Santuaruario. L'associazione si rivolge al Ministero dell'Ambiente perché le norme vengano applicate. Ma la vera sorpresa, dopo le prese di posizione a livello nazionale in difesa dei cetacei che abitano questo tratto del Mediterraneo, è un'altra. La Capitaneria, interpellata in proposito, fa sapere che al momento non esiste alcun tipo di autorizzazione per la gara. Gli organizzatori, che hanno già ampiamente pubblicizzato l'evento, hanno sì inoltrato una richiesta di autorizzazione che ad oggi non c'è e, molto probabilmente, non ci sarà.
E i motivi sono due. Anzitutto per questo tipo di gare occorre un via libera preventivo da parte del Ministero dell'Ambiente. Se il Ministero acconsente, cosa improbabile visto che nell'area marina sono vietate competizioni di questo tipo, la Capitaneria emette l'ordinanza per lo svolgimento dell'evento. A ciò si aggiunge il fatto che il percorso di gara creerebbe anche problemi di sicurezza della navigazione, tagliando le rotte di linea di altre navi.
Un caso denunciato da Legambiente in relazione al fatto che la competizione, che si svolge nelle acque dell'Arcipelago inserite nell'area protetta denominata Santuario dei cetacei Pelagos è, almeno sulla carta, vietata. Ma gli organizzatori sembrano non aver tenuto conto delle norme, pur blande, che vigono in questo tratto di mare. Contro lo svolgimento della gara interviene anche il Wwf nazionale che definisce l'evento uno sfregio agli accordi sottoscritti, a livello internazionale, per la tutela del Santuaruario. L'associazione si rivolge al Ministero dell'Ambiente perché le norme vengano applicate. Ma la vera sorpresa, dopo le prese di posizione a livello nazionale in difesa dei cetacei che abitano questo tratto del Mediterraneo, è un'altra. La Capitaneria, interpellata in proposito, fa sapere che al momento non esiste alcun tipo di autorizzazione per la gara. Gli organizzatori, che hanno già ampiamente pubblicizzato l'evento, hanno sì inoltrato una richiesta di autorizzazione che ad oggi non c'è e, molto probabilmente, non ci sarà.
E i motivi sono due. Anzitutto per questo tipo di gare occorre un via libera preventivo da parte del Ministero dell'Ambiente. Se il Ministero acconsente, cosa improbabile visto che nell'area marina sono vietate competizioni di questo tipo, la Capitaneria emette l'ordinanza per lo svolgimento dell'evento. A ciò si aggiunge il fatto che il percorso di gara creerebbe anche problemi di sicurezza della navigazione, tagliando le rotte di linea di altre navi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
