Il Tirreno

Ambientalisti soddisfatti ma resta da capire come verranno regolamentate le attività nelle acque intorno all’isola

In arrivo l'area marina protetta dell'Elba

Valentina Landucci
L’isola di Pianosa
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L’isola di Pianosa

Lo annuncia il Ministero che dice no alle trivellazioni nell'Arcipelago

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 PORTOFERRAIO. In arrivo l'area marina protetta per l'Arcipelago toscano. Quella che salverà l'Elba, Pianosa, Montecristo e le altre isole anche dalle trivelle delle compagnie petrolifere. Parola del Ministero dell'Ambiente che risponde così alle interrogazioni dei parlamentari Pd Ermete Realacci e Silvia Velo sul possibile arrivo, tra Pianosa e Montecristo, di piattaforme petrolifere a caccia di gas e oro nero. Una risposta che lascerà di stucco non pochi elbani: da anni, infatti, si discute senza arrivare a una soluzione dell'istituzione di aree marine protette.  Ora, tra la sorpresa generale, è lo stesso Ministero che annuncia «la prossima istituzione - si legge nella risposta scritta fornita a Realacci e Velo - dell'area marina protetta "Arcipelago toscano"» rispetto alla quale le ricerche di gas e petrolio potrebbero essere «potenzialmente incompatibili con lo specifico ambito».  Insomma da Roma arriva un primo parziale no alla richiesta di autorizzazione avanzata dalla Key Petroleum per ricerche su pozzi petroliferi in un'area di 643 chilometri quadrati tra Pianosa e Montecristo.  Indagini, con successive trivellazioni, rispetto alle quali sono previste ulteriori limitazioni, come ricorda il Ministero, sulla base del decreto legislativo del 24 giugno che introduce il divieto assoluto di ricerca e estrazione di idrocarburi all'interno delle aree marine e costiere protette e per una fascia di mare di 12 miglia attorno al perimetro esterno delle stesse.  Le reazioni. Per dirla con le parole di Legambiente «solo l'area marina protetta ci salverà dal petrolio offshore. Il Ministero conferma tutto quello che avevamo detto e che qualche politico elbano aveva messo in dubbio e dice due cose importanti: la prossima istituzione dell'area protetta e la priorità della salvaguardia dell'ambiente e dell'economia turistica».  In realtà quello del Ministero non è un no secco alle trivellazioni «e quindi - conclude Legambiente - bisognerà mantenere la guardia alta».  Le prospettive. C'è ora da chiedersi come reagirà l'Elba alla notizia che, con o senza accordo da parte delle amministrazioni locali, l'area marina protetta verrà istituita. Dell'argomento si discute da anni. Nel 2003 Capoliveri aveva avanzato una propria proposta di Amp. Poi l'allargamento della discussione agli altri Comuni e le prime forti contrarietà da parte di alcuni politici e categorie economiche.  Il problema? Semplice: la zonizzazione del mare dell'Arcipelago, cioè la definizione delle zone A (a protezione integrale) B e C (con regolamentazioni più o meno severe rispetto a pesca professionale, sportiva, sosta delle imbarcazioni e altre attività in mare). Ora la zonizzazione, sulla quale all'Elba non è mai stato trovato un accordo tra enti, potrebbe essere calata dall'alto.

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