Finanza
«Loi e Serafini non hanno ucciso»
Luciano De Majo
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La casa nelle campagne dei Ghiaccioni dove Natalina Meschini venne uccisa il 21 dicembre del 2007 Delitto Meschini, assolti dall'accusa di omicidio
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LIVORNO. Assolti. Secondo la Corte d'Assise non sono stati Pino Loi e Luca Serafini a uccidere Natalina Meschini, la donna di 82 anni soffocata a pochi giorni dal Natale del 2007 nella sua casa dei Ghiaccioni. I difensori dei due principali imputati hanno tirato un sospiro di sollievo alla lettura della sentenza, pronunciata ieri pomeriggio alle 17,07 dalla presidente della Corte d'Assise Sandra Lombardi. Il pubblico ministero Antonio Giaconi aveva chiesto 22 anni per entrambi gli imputati, mentre gli avvocati avevano chiesto l'assoluzione, ribadendo la loro richiesta anche ieri mattina, nelle loro repliche, che per la verità sono state assai brevi, così come breve era stata la replica del pm. In una mezz'ora, l'ultima udienza si è risolta. Poi, intorno alle 10,45, la Corte si è ritirata per uscire circa sei ore e mezza dopo. Le indagini svolte dai carabinieri su delega della Procura avevano portato a individuare come responsabili dell'omicidio Pino Loi, un muratore di 55 anni, e Luca Serafini, 46 anni, cameriere. Era il 21 dicembre del 2007 quando la povera Natalina fu uccisa, con ogni probabilità durante un tentativo di rapina. La donna fu trovata legata mani e piedi, un lenzuolo le fu avvolto intorno al capo per tapparle la bocca. La morte arrivò per soffocamento: la protesi dentaria ostruì la trachea di Natalina Meschini trachea. Una manovra ordita dagli autori per mettere le mani sulla chiave di casa del figlio della donna, Alfredo Pietrini, anche lui fra l'altro imputato nel processo. La Corte d'Assise ha preferito dar credito all'ipotesi portata avanti dalle difese. L'avvocato Paolo Parietti, difensore di Serafini, l'aveva in qualche modo previsto, concludendo la sua replica: «Non solo non ci sono prove, ma qui siamo anche in mancanza di indizi gravi, precisi e concordanti. Credo che ci siano tutti i presupposti per pronunciare una sentenza di assoluzione». E così, nella sostanza, ha detto anche l'avvocato Federico Procchi, che difendeva Loi. Prima, intervenendo in aula, ha citato Francesco Guccini quando ha detto che questo processo aveva chiarito «quello che non». Poi, a sentenza letta, ha ricordato come il suo assistito sia stato per anni sulla graticola. «Ora è bene che gli sia restituita la dignità che merità, visto che è stato riconosciuto innocente», ha concluso Procchi. Qualche condanna è arrivata, ma solo per le posizioni minori, e non per tutti i capi d'imputazione. La Corte d'Assise presieduta da Sandra Lombardi (giudice a latere Beatrice Dani) ha inflitto una condanna di due anni a Alfredo Pietrini, 62 anni, per detenzione illegale di una pistola e di munizioni (la richiesta del pm era di quattro anni), mentre lo stesso Pietrini è stato assolto dall'accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio. Il suo difensore, l'avvocato Franco Balestrieri, ha già annunciato ricorso. A un anno e 10 mesi è stato condannato Antonio Criscitiello, 66 anni, per detenzione illegale di un'arma (la richiesta era di cinque mesi e dieci giorni). Due anni invece è stata la pena inflitta a Giancarlo Paponi, 51 anni e Ionio Becherini, 64 anni, per false dichiarazioni al pubblico ministero. Paponi e Becherini sono stati assolti dall'accusa di favoreggiamento dei due imputati principali, mentre Pietrini e Criscitiello sono stati assolti dall'accusa di ricettazione. Il pm Antonio Giaconi non esclude che la Procura possa ricorrere in Appello. «Prima di tutto - dice - dovremo leggere le motivazioni della sentenza», che la Corte depositerà entro 90 giorni..
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