Il dolore
Prezzi a confronto tra lisola e le località della costa. Niccolai: lElba non è più un marchio
Alberghi cari e con poca qualità
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Gruppi di turisti su una spiaggia elbana in questo inizio stagione caratterizzato da un calo nelle presenze La crisi? Non è tutta colpa dei traghetti, lo dice anche Codacons
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PORTOFERRAIO. Non è solo colpa dei traghetti. Il calo di presenze turistiche in questo inizio stagione ha anche altri responsabili: i prezzi. L'Elba è tra le località più care d'Italia secondo il presidente di Codacons, Carlo Rienzi. Ma forse c'è anche un problema di qualità. Rispetto alla classifica redatta dal presidente del Codacons l'isola si piazza, con 266 euro in camera doppia a notte (in hotel 4 stelle in alta stagione), al quinto posto a livello nazionale: più costosa della Versilia ma meno di Porto Cervo e Capri. Ma guardando bene costi e servizi nelle strutture toscane quello che emerge come il vero problema dell'isola è la qualità dell'offerta. Perché in realtà a Forte dei Marmi come anche a Punta Ala le tariffe sono spesso più alte di quelle elbane (generalmente superiori ai 300 euro a notte) ma comprendono anche stabilimenti balneari, beuty farm e i migliori confort. Cosa che all'Elba avviene di rado. Le cifre. Il confronto tra le cifre è più semplice con i tre stelle, più simili tra loro come tipologia di servizi. Sull'isola il costo medio in camera doppia in alta stagione è di 200 euro a notte, 176 a Lido di Camaiore, 190 a Castiglione della Pescaia, intorno a 160 in Val di Cornia. Un po' di autocritica. La conferma dell'esistenza di un problema nel rapporto costi-qualità arriva dagli stessi albergatori. «Negli ultimi anni - spiega il presidente dell'associazione, Massimo De Ferrari - per il venir meno delle risorse della Cassa del Mezzogiorno e per il calo delle presenze molte strutture non sono state in grado di investire». Insomma stanze vecchie e pochi confort magari allo stesso costo di strutture con maggiori offerte. «Siamo i primi a sostenere la necessità di intervenire sui costi dei traghetti - continua De Ferrari - ma siamo anche consapevoli che il calo delle presenze non si deve solo a quelli. Dobbiamo fare la nostra parte e la faremo». La strategia. A suggerire come uscire dalla crisi è il direttore dell'Apt, Fabrizio Niccolai. «Il prezzo della struttura ricettiva è solo una delle componenti del costo della vacanza - afferma - e non è l'unico elemento che il turista valuta. Più che una politica di prezzi è necessario dare la certezza e la trasparenza dei costi». Quello di cui l'isola ha veramente bisogno «è un riposizionamento: non rappresenta più, come un tempo, un marchio da acquistare, è su questo che dobbiamo lavorare». Per risparmiare. Un dato su cui riflettere è quello legato alla concorrenza interna: per risparmiare sulla vacanza all'Elba più che in albergo conviene andare in appartamento. Per affitti settimanali in alta stagione, in bilocali di qualità e vicini al mare, si va da un minimo di 900 a un massimo di mille e 200 euro (contro i mille e 400 euro di spesa media a settimana in albergo). Quanto incide però questa concorrenza è difficile da stabilire. Non ci sono strumenti di monitoraggio del mercato degli affitti viziato da una buona componente di locazioni al nero. I controlli da parte della Guardia di Finanza ci sono ma individuare le infrazioni non è così facile, se non attraverso controlli incrociati sulle agenzie di intermediazione. V.L.
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