Attenzione
Lucchini e banche, intesa possibile
Giorgio Pasquinucci
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Unimmagine panoramica dello stabilimento siderurgico Nuovo confronto per sbloccare il credito prima del vertice al ministero
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PIOMBINO. Il nuovo vertice al ministero dello Sviluppo economico, in programma per il 29 luglio, sarà preceduto da un'assemblea dei soci del Gruppo Lucchini (Severstal e la finanziaria di Mordashov, al quale è stato trasferito 50,8% delle azioni). Questo, almeno, secondo le informazioni che il sindaco Anselmi ha riferito ieri in consiglio comunale. Che cosa questo possa significare è ancora difficile dirlo. Tuttavia sembra coincidere perfettamente col messaggio rassicurante che i dirigenti dell'azienda stanno cercando di veicolare tra i quadri. Prima dell'incontro al ministero è assai probabile, infatti, che ci sia un nuovo confronto tra la Lucchini le banche, che già hanno dettato le loro condizioni per mantenere aperta la linea di credito all'azienda, nei confronti della quale vantano di un'esposizione di 770 milioni di euro. La prima di questa condizioni era che Mordashov riportasse interamente la Lucchini sotto il controllo di Severstal e che procedesse ad una ricapitalizzazione dell'azienda con almeno 100-150 milioni di euro. Niente di concreto al momento, ma sembra che in queste settimane il clima di tensione tra il pool di banche creditrici e Mordashov si sia stemperato. La risoluzione dello stato di emergenza dipende tutta dall'esito di questo braccio di ferro. I russi potrebbero decidere di aderire alla ricapitalizzazione, sbloccando così il credito e recuperando la tranquillità per ricercare un'acquirente senza cedere troppo sul prezzo. Intanto ieri il consiglio comunale, anche se faticosamente, è riuscito ad arrivare all'approvazione a grande maggioranza di un documento sulla Lucchini. Solo Rifondazione ha preferito conservare per intero le proprie posizioni, votando da sola un proprio ordine del giorno (che ha ottenuto anche l'astensione personale di Sergio Filacanapa dell'Idv). Dibattito assai confuso nella mattina, durante il quale il Consiglio non ha dato certo il meglio di sé. La maggioranza (Pd, Gruppo misto-Psi, Sel e Idv) aveva infatti presentato un ordine del giorno. Uno però lo aveva presentato anche Checcoli per il Prc ed era pronto a fare altrettanto Coppola dell'Udc. Quasi un'ora di infruttuosa discussione per stabilire se passare alla votazione o convocare i capigruppo con l'obiettivo di arrivare ad un documento unitario. Platealmente Coppola ha anche strappato, a metà discussione, anche il suo ordine del giorno. Ha sicuramente pesato nella prima parte del dibattito l'assenza del sindaco, dal quale da più parti si attendevano delucidazioni sullo stato della vertenza. Puntualizzazioni arrivate nel pomeriggio, dopo una riunione dei capigruppo che ha permesso di arrivare a un documento al quale hanno aderito anche Pdl, Udc e Polo di centrodestra. Anselmi ha ricordato la preoccupazione di molte famiglie e delle imprese dell'indotto che, per i ritardi nei pagamenti, stanno vivendo un momento di grave difficoltà. Ma non ha rinunciato tuttavia ad esprimere alcune sue personali convinzioni. I livelli decisionali sono distanti, tanto da far dire al sindaco che «se decidono di ricapitalizzare non lo fanno certo perché si stacca il gonfalone del Comune dalla bacheca e si fa sfilare in testa ai cortei». La partita, insomma, secondo il sindaco si è evoluta in modo tale da non offrire capacità d'incidere «neppure nell'eventualità che la Lucchini chieda un commissariamento». Un linguaggio decisamente più forte il sindaco lo ha invece usato per affermare che «non dobbiamo piegarci al ricatto occupazione ed essere risoluti nella difesa della qualità e della quantità del lavoro». A chi aveva chiesto la convocazione di un Consiglio aperto dedicato al caso Lucchini, Anselmi ha risposto che «senza l'arricchimento di presenze qualificate, come è accaduto per la Dalmine, si risolverebbe in una seduta psicanalitica. Si deve invece mettere in campo - ha concluso - un'azione politica ed istituzionale con il governo, che in questo momento deve essere il nostro interlocutore principale».
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