Il dolore
Non ci sono né soldi né progetti per il restauro del Volterraio
Il castello delle false promesse
Valentina Landucci
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La cappella medievale di San Leonardo ormai in degrado Abbandonato e ridotto in macerie, ora il Parco lo rivende
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PORTOFERRAIO. A due passi dal paradiso, sospeso tra il verde e l'azzurro, più in alto di dove volano i gabbiani. Il Volterraio, il tetto dell'Elba. Un panorama che toglie il fiato e che per lunghi minuti, di fronte alla distesa del mare, le scie bianche delle barche e il verde intenso delle montagne ti fa dimenticare la rabbia per il degrado tutto intorno. Perché quassù, dietro queste mura che non solo raccontano ma sono la storia dell'Elba, sono rimaste soltanto macerie. Scalare la montagna e raggiungere la fortezza del Volterraio è qualcosa che ogni elbano, almeno una volta, ha fatto. E' un luogo dal fascino magnetico per chi vive qui ma anche per chi ci viene in vacanza. Qualcosa che ti prende quando, col traghetto, navighi nel golfo di Portoferraio e scorgi la fortezza da lontano. Trovare la strada per raggiungerla, per chi non è elbano, non è facile. Sull'asfalto, sul bordo della strada provinciale che da Portoferraio arriva a Rio Elba, c'è una scritta mezza cancellata "Volterraio" con le indicazioni bianche e rosse per il sentiero. Un percorso a ostacoli, scavato dal vento e dalla pioggia, ricoperto di pietrisco scivoloso, in qualche punto difficile da seguire se non fosse per le rare, ma comunque presenti, indicazioni dipinte sulle rocce. La prima tappa lungo il percorso, non facile per chi non ha un po' di confidenza con la montagna, è la cappella di San Leonardo di epoca medievale, come il castello. Ma prima di arrivarci, come un monito, ti si para davanti il cartello, semi cancellato, messo lì ormai qualche anno fa dal Parco: l'ingresso alla chiesetta e alla fortezza è vietato, c'è il rischio di caduta massi. Eppure nella cappella si entra: il cancello è spalancato e qualcuno deve essere stato qui. Per terra pacchetti di sigarette vuoti e qualche lattina. Chissà se chi ha bivaccato dentro la chiesetta aveva paura di restare schiacciato da qualche masso. Il soffitto non promette cose buone, le crepe hanno ormai ricamato le due volte a croce della piccola struttura e ogni tanto viene giù un pezzo di muro. Rischioso, è vero, ma comunque accessibile a differenza del castello, ancora più in alto, in cima allo sperone di roccia liscia. Una sfida arrivare quassù. Ne vale la pena ma ti si stringe il cuore all'ombra delle mura ricoperte di vegetazione, tra pietre smosse e crepe. Per entrare esiste un percorso, noto a qualche guida e a chi ama il Volterraio, difficile da individuare per chi non conosce la zona. Ma entrare, come detto, è sconsigliato. Il motivo lo si capisce già da fuori. Pensieri sulla vetta. In mezzo a quel degrado, perdendosi nella straordinaria bellezza della natura tutta intorno, tornano in mente i progetti mai realizzati, le promesse non mantenute, i soldi spesi invano. Perché il Volterraio, fortezza medievale al centro delle battaglie per la conquista dell'isola contro i genovesi e i pirati di Barbarossa, presidio dei Medici e dei Lorena, un futuro come attrazione turistica e monumento storico di pregio lo avrebbe anche potuto avere. Dal 1998 si discute di progetti di restauro. Nel 2000 il Parco dell'Arcipelago decide di comprarlo, sotto la presidenza Tanelli per un miliardo e 100mila euro delle vecchie lire. E la facoltà di ingegneria di Pisa predispone un primo progetto di recupero. Servono 400milioni di lire. Nel 2004, però, a distanza di 6 anni dall'avvio della prima campagna per salvare il castello, niente è cambiato e il monumento già in pessimo stato di manutenzione, continua a sgretolarsi. Più o meno è da allora che il castello è diventato inaccessibile. Lo è ancora oggi. Ma a differenza di sei anni fa non c'è neppure un progetto di recupero. Perché se nel 2000 il Parco aveva i soldi per comprare il Volterraio oggi non ce l'ha neppure per sistemare i sentieri dell'isola. «I soldi non ci sono - spiega Mario Tozzi, attuale presidente dell'ente - non ho idea di cosa sia possibile fare. Per rimettere a posto il castello servirebbero almeno due milioni di euro. Se qualcuno lo vuole acquistare siamo pronti a venderlo, anche subito». Sulla via del ritorno. Insomma per il Volterraio non c'è un futuro. Solo un presente di crepe e piccoli crolli, uno dopo l'altro. Poco più in basso, sotto il castello, dove ancora resta in piedi un pezzo dell'antica fortificazione si vede ancora uno dei tralicci per il nuovo elettrodotto di Terna. Presto anche questo gigante di metallo verrà smantellato, come gli altri, perché l'Elba ha saputo dire di no ai tralicci. Una battaglia vinta. Quella per il Volterraio, forse, non è mai cominciata.
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