Il Tirreno

Festival Jazz Edizione da record a Marciana Marina

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 PORTOFERRAIO.  La barca del Mediterraneo Jazz Festival Elba 2010 ha attraccato in Turchia, in attesa di riprendere la rotta il prossimo anno.  La seconda edizione della manifestazione si è chiusa tra gli applausi della Piazza della Chiesa di Marciana Marina, fulcro di tutti gli eventi ospitati e del Contest che ha preceduto la kermesse ma non l'unica location dell'Isola. Il viaggio è stato lungo e affascinante: si è partiti con la pugliese Swing Box Big Band, capitanata da Emanuele Dimundo, che ha tracciato un'ideale linea tra i luoghi che hanno visto nascere il jazz e l'Elba. Il Festival è poi entrato subito nel vivo con il quartetto dell'arpista colombiano Edmar Castaneda: pura passionalità latina alimentata anche dal calore della voce di Andrea Tierra, moglie di Edmar. Voce completamente diversa quella del tunisino Dhafer Youssef, insieme alla sua formazione e grazie alle note dell'oud ha condotto il pubblico in una dimensione mistica e spirituale. L'alternanza di gruppi e progetti ha poi portato al groove sanguigno e balcanico dei Mode Plagal, band di Atene con una naturale inclinazione al funky afro-americano; sono, invece, pura espressione della tradizione, con una estrema ricerca musicale e un'apprezzabile cura di ogni dettaglio, i Nafra, quintetto proveniente da Malta che fa ampio uso di strumenti tradizionali del proprio Paese. Chiusura in grande affidata al progetto originale linea guida di tutto il Festival: "On the way to Damascus" ovvero il quartetto di Luigi Campoccia insieme ai turchi Önder Focan e Aziz Senol Filiz, il primo virtuoso chitarrista, il secondo suonatore di ney, strumento legato alla religione islamica e alla storia ottomana. Nei pensieri c'è già la prossima edizione: ci sono buone possibilità che la barca riprenda il mare in direzione Spagna.

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