Il Tirreno

Straordinari concordati per ripristinare lo stock. Più incerto il secondo semestre

Dalmine, buoni risultati nei primi 6 mesi Investimenti confermati sulla logistica

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PIOMBINO. Lo scorso inverno il tubificio Dalmine ha rischiato la dismissione, evitata in extremis con l'accordo siglato tra sindacati, azienda e istituzioni, che prevede un piano concordato di uscite incentivate con il passaggio progressivo da 124 a 97 dipendenti. Nei primi sei mesi dell'anno la produzione Dalmine, spinta dalla necessità di ripristinare le scorte esaurite durante la crisi, ha marciato a ritmi spediti, tanto da rendere necessario un piano concordato di straordinari con i sindacati.  «Nonostante i picchi produttivi, il budget del tubificio resta a 55mila tonnellate - spiega Fabrizio Toninelli (Uilm) - questo vuol dire che, necessariamente, i volumi nel secondo semestre subiranno un ridimensionamento. E il piano di uscite concordato, bloccato in questi mesi per la necessità di tenere alti gli standard produttivi, è già in fase di avvio. Quattro operai hanno già lasciato lo fabbrica».  Ad agosto, come ormai succede da anni, l'impianto resterà chiuso per un mese. Confortante, invece, l'atteggiamento dell'azienda riguardo agli investimenti, legati soprattutto al miglioramento dei collegamenti tra stabilimento e porto. «L'azienda sta confermando interesse allo sviluppo della logistica - sostiene Toninelli - il futuro è legato a questi investimenti». L.C.

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