Sicurezza
Nonostante il prestigioso riconoscimento della bandiera blu restano molti problemi da risolvere
Costa est, spiagge libere senza servizi
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Bagnanti sulla spiaggia di Torre Mozza Pineta sporca, disagi per i bagnanti e per il personale addetto al salvataggio
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PIOMBINO. Le spiagge della Costa est sono da sempre apprezzate dagli abitanti della Val di Cornia e da un numero crescente di turisti per il mare pulito e per l'aspetto selvaggio della natura che le circonda. Nonostante il prestigioso riconoscimento della bandiera blu, conferito per il secondo anno consecutivo al comune di Piombino, permangono alcune problematiche che sono in contraddizione con i criteri per l'assegnazuione della bandiera blu. Torre Mozza senza wc. Il tratto di spiaggia di Torre Mozza 2, quello che va dalla roccaforte sul mare fin quasi al Pappasole, non è provvisto dei servizi igienici pubblici. La segnalazione arriva direttamente dai bagnanti della spiaggia. Ogni giorno c'è chi chiede ai bagnini in servizio dove poter trovare una toilette pubblica. La risposta è «non esiste». Per poter utilizzare un bagno è necessario rivolgersi al ristorante di Torre Mozza o al bar del Pappasole. Questo significa consumazione obbligatoria, quando invece su una spiaggia aperta al pubblico dovrebbe esserci una toilette gratuita e accessibile a tutti. La mancanza dei servizi igienici spinge inevitabilmente molte persone a espletare le funzioni in mare, o in caso di bisogni "pesanti" dentro la pineta. Oltre al disagio ai bagnanti, in questo modo viene intaccata la qualità delle acque. Durante una passeggiata fra gli alberi dietro la spiaggia può invece capitare di imbattersi in sgradevoli prodotti di provenienza umana, con i relativi odori. Una situazione poco piacevole, che coinvolge le centinaia di persone che ogni settimana si recano su questa spiaggia, ma anche i bagnini impegnati nel servizio di salvataggio alle torrette di avvistamento 18 e 19. In particolare il martedì, giorno di chiusura del ristorante di Torre Mozza. «Ogni volta che ho bisogno del bagno - racconta Davide, bagnino del Consorzio balneare Costa est - sono costretto ad arrivare fino al bar, chiedere la chiave e tornare indietro. Tutto questo mi tiene lontano dalla torretta di avvistamento per troppo tempo. Il martedì è ancora peggio, perché con il ristorante chiuso non rimane che il bar del Pappasole, ancora più distante. Avere a disposizione i servizi igienici in pineta consentirebbe a noi di risparmiare tempo e di stare più tranquilli sul lavoro. Per quest'estate sarebbe sufficiente un bagno chimico a noi riservato, ma per l'anno prossimo credo sarebbe giusto costruire una struttura pubblica». Segnaletica e forze dell'ordine. I frequentatori delle spiagge sono tenuti a osservare una serie di regole emanate dalla Capitaneria di porto, pensate per garantire la sicurezza in mare e l'ordine sulla spiaggia. E' compito dei bagnini prevenire e cercare di impedire certi comportamenti vietati dall'ordinanza, ma non spetta a loro il compito di fare le multe. In troppi tratti di spiaggia libera manca un'adeguata cartellonistica che riassuma le principali regole da seguire. Senza un cartello al quale fare riferimento, il bagnino perde di autorità, e i trasgressori sono portati ad assumere comportamenti irrispettosi e arroganti. Come nel caso di un signore che la settimana scorsa ha consentito al proprio cane di fare i bisogni vicino al patino di salvataggio, per poi mandare a quel paese il bagnino che lo aveva rimproverato. La presenza di Fido in riva al mare è sicuramente la principale causa di litigi e malumori. Chi porta un cane in spiaggia dove non è consentito rischia una sanzione da cento a mille euro. «Per il rispetto di questa come di altre regole sarebbe necessario che le forze dell'ordine intervenissero periodicamente - spiegano alcuni bagnanti - Ogni giorno si vedono cani dove non dovrebbero esserci, ma mai nessuno che faccia le multe».
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