Sicurezza
A Montecristo è giallo sul numero dei visitatori
Stefano Taglione
Edifici fatiscenti e poca promozione, la denuncia e le proposte del consigliere Tiberto
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MONTECRISTO. Chi va realmente a Montecristo e perché? Per quale motivo, poi, gli edifici sull'isola sono in completo stato di abbandono? Sono i quesiti che oggi, in occasione del consiglio direttivo del Parco, il consigliere Yuri Tiberto porrà a Mario Tozzi. In una lettera indirizzata al presidente del Parco Tiberto racconta quello che non va sull'isola: dalla presenza di ospiti sconosciuti, che farebbero lievitare il numero dei visitatori da mille (quelli consentiti) a circa duemila, al degrado di villa Reale, del magazzino dei pescatori e del piccolo museo. Ma quella di Tiberto non è solo la denuncia di uno stato di cose non più tollerabile. Da lui arrivano anche proposte concrete.
La "madre di tutte le isole" è una delle più difficili da visitare, visto lo status di riserva integrale dove "niente può essere toccato". Da un lato ci sono ancora dubbi sul fatto che sia meta di un turismo vip sommerso. Dall'altro, però, preoccupa che chi avrebbe il diritto - e come sottolinea Tiberto anche il dovere - di visitala (anzitutto studenti e residenti dell'Arcipelago) spesso non lo fa. Ad esempio nel 2009 dei 100 portoferraiese che avrebbero potuto andare a Montecristo solo 52 hanno partecipato alla visita. A questo si aggiunge, un po' come Pianosa, lo stato di degrado delle poche costruzioni sull'isola. E qui arriva la prima proposta. «In attesa di reperire i fondi - afferma Tiberto - potrei provvedere a titolo gratuito, in qualità di responsabile dell'Acquario dell'Elba e del Museo Faunistico Elbano, ad una prima sistemazione del museo grazie alla collaborazione di biologi ed esperti scientifici di primo livello. Allo stesso modo, l'Associazione Amici di Montecristo, sempre a titolo gratuito, si renderebbe disponibile a collaborare per la messa in sicurezza e il restauro del Magazzino dei Pescatori». Due anni fa, con l'entrata in vigore della Carta di Montecristo, l'isola sarebbe dovuta passare in gestione al Parco. L'iter, però, sembra in stallo. «Questo passaggio - continua il consigliere - consentirebbe, fra le altre cose, di applicare alle 600 visite autorizzate e ai cosiddetti "approdi", un ticket ad esempio di 5-10 euro, col cui ricavato si potrebbe finanziare almeno parzialmente il risanamento di alcune delle gravi emergenze ambientali che affliggono attualmente l'isola». Nella proposta anche suggerimenti per migliorare la fruibilità. «Il costo abbastanza elevato, 60 euro, potrebbe essere uno dei motivi del calo visite. Si potrebbe intanto utilizzare la stessa barca che va a Pianosa e abbattere l'80% dei costi di trasporto. Ma questo non basta. La pubblicità è insufficiente, la gente non sa che può visitare Montecristo. Si potrebbe, ad esempio, realizzare una campagna mediatica.
Inoltre, l'obbligo di svolgere due serate di corso è un impegno gravoso: potrebbe essere sostituito da una video-proiezione durante il viaggio». Infine, il consigliere chiede trasparenza sugli accessi all'isola: «La visione di una Montecristo vista come l'ultimo impenetrabile ed esclusivo rifugio per vip, politici e "amici degli amici", non potrà mai essere totalmente sfatata finché non sarà reso pubblico l'elenco delle persone autorizzate all'accesso».
La "madre di tutte le isole" è una delle più difficili da visitare, visto lo status di riserva integrale dove "niente può essere toccato". Da un lato ci sono ancora dubbi sul fatto che sia meta di un turismo vip sommerso. Dall'altro, però, preoccupa che chi avrebbe il diritto - e come sottolinea Tiberto anche il dovere - di visitala (anzitutto studenti e residenti dell'Arcipelago) spesso non lo fa. Ad esempio nel 2009 dei 100 portoferraiese che avrebbero potuto andare a Montecristo solo 52 hanno partecipato alla visita. A questo si aggiunge, un po' come Pianosa, lo stato di degrado delle poche costruzioni sull'isola. E qui arriva la prima proposta. «In attesa di reperire i fondi - afferma Tiberto - potrei provvedere a titolo gratuito, in qualità di responsabile dell'Acquario dell'Elba e del Museo Faunistico Elbano, ad una prima sistemazione del museo grazie alla collaborazione di biologi ed esperti scientifici di primo livello. Allo stesso modo, l'Associazione Amici di Montecristo, sempre a titolo gratuito, si renderebbe disponibile a collaborare per la messa in sicurezza e il restauro del Magazzino dei Pescatori». Due anni fa, con l'entrata in vigore della Carta di Montecristo, l'isola sarebbe dovuta passare in gestione al Parco. L'iter, però, sembra in stallo. «Questo passaggio - continua il consigliere - consentirebbe, fra le altre cose, di applicare alle 600 visite autorizzate e ai cosiddetti "approdi", un ticket ad esempio di 5-10 euro, col cui ricavato si potrebbe finanziare almeno parzialmente il risanamento di alcune delle gravi emergenze ambientali che affliggono attualmente l'isola». Nella proposta anche suggerimenti per migliorare la fruibilità. «Il costo abbastanza elevato, 60 euro, potrebbe essere uno dei motivi del calo visite. Si potrebbe intanto utilizzare la stessa barca che va a Pianosa e abbattere l'80% dei costi di trasporto. Ma questo non basta. La pubblicità è insufficiente, la gente non sa che può visitare Montecristo. Si potrebbe, ad esempio, realizzare una campagna mediatica.
Inoltre, l'obbligo di svolgere due serate di corso è un impegno gravoso: potrebbe essere sostituito da una video-proiezione durante il viaggio». Infine, il consigliere chiede trasparenza sugli accessi all'isola: «La visione di una Montecristo vista come l'ultimo impenetrabile ed esclusivo rifugio per vip, politici e "amici degli amici", non potrà mai essere totalmente sfatata finché non sarà reso pubblico l'elenco delle persone autorizzate all'accesso».
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