Attenzione
Truffe bancarie, quattro arresti
Valentina Landucci
◗
Il capitano Emiliano Zatelli, sopra uno sportello bancarioFalsificavano documenti per incassare assegni rubati
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PORTOFERRAIO. Bella presenza, ottima parlantina e modi di fare accattivanti per conquistare la fiducia del cassiere. «Ho comprato casa all'Elba vorrei aprire un conto da voi» la scusa più frequente. Peccato che quegli assegni depositati dall'apparente gentile cliente dall'accento napoletano erano rubati e i documenti presentati per aprire il conto e incassare le somme - magari facendosi fare un anticipo dalla banca - erano contraffatti. E così per ricettazione, contraffazione di documenti, sostituzione di persona e naturalmente truffa sono finite agli arresti 4 persone (tre in carcere e una ai domiciliari) che avevano scelto l'Elba per arricchirsi, incassando al posto dei legittimi destinatari una serie di assegni emessi (tramite centri meccanografici) da diverse assicurazioni come risarcimento danni a seguito di incidenti.
Un raggiro già noto alle forze dell'ordine e messo a segno in altre parti di Italia i cui autori sono difficili da rintracciare per la tecnica messa in atto e per il fatto che vengono utilizzati assegni veri e documenti contraffati ma su matrici autentiche e con dati anagrafici il più delle volte reali (copiati dal contenuto delle lettere di accompagnamento che le assicurazioni inviano con i risarcimenti). Non è stato così per i carabinieri dell'Elba che per mesi hanno lavorato al caso riuscendo a scoprire gli autori della truffa, due uomini di 38 e 29 anni e due donne di 27 e 26 anni (di cui non sono stati forniti i nomi), rintracciati nelle loro abitazioni nel napoletano.
I quattro, tra la fine di novembre e i primi di dicembre, erano sbarcati all'Elba con un cospicuo quantitativo di assegni rubati. Ispezionato il territorio avevano scelto 11 filiali di istituti bancari tra Portoferraio, Capoliveri, Porto Azzurro e Marciana Marina. In 10 delle agenzie erano anche riusciti, in poco tempo, ad aprire conti correnti fasulli utilizzando le false identità, quelle cioè delle persone a cui erano intestati gli assegni tutti compresi tra i mille e i 12 mila euro. Solo in una delle banche, a Portoferraio, sono riusciti a portare a termine il raggiro incassando 5mila euro e riuscendo a farsi consegnare anche un libretto di assegni con i quali hanno effettuato acquisti per altri 5mila euro. Qualcosa, però, nel loro atteggiamento, li ha traditi.
A uno dei dipendenti di un istituto bancario elbano è sorto il sospetto che dietro l'insistenza dello sconosciuto cliente dall'accento napoletano, che oltre a voler aprire un conto per incassare l'assegno dell'assicurazione voleva ottenere in tempi rapidi anche un bancomat, ci fosse una truffa. L'immediata segnalazione ai carabinieri - con tanto di indicazione dell'auto utilizzata dal gruppo - è riuscita a "salvare" dal raggiro quasi tutte le banche interessate. Poi è cominciata la non semplice caccia agli autori. «In casi del genere - spiega il capitano dei carabinieri dell'Elba, Emiliano Zatelli - gli inquirenti hanno in mano solo la foto del truffatore». Il caso ha voluto che tutti e quattro i cittadini napoletani fossero già noti alle forze dell'ordine, in alcuni casi per reati analoghi contro il patrimonio e per aver compiuto truffe simili nel Nord Italia.
Così ieri mattina i carabinieri elbani, in collaborazione con i colleghi dell'Arma di Castello Cisterna e Nola, hanno bussato alla porta dei 4 protagonisti del raggiro per l'esecuzione di altrettanti provvedimenti di custodia cautelare (disposti dalla Procura di Livorno), tre in carcere (a Poggioreale e Pozzuoli) e uno ai domiciliari. L'indagine è tutt'altro che chiusa. Resta infatti da capire come i protagonisti della truffa siano riusciti ad entrare in possesso degli assegni, di sicura provenienza illecita, tramite i quali i truffatori assumevano false identità per ingannare gli istituti bancari, talvolta spacciandosi per residenti a Portoferraio.
Un raggiro già noto alle forze dell'ordine e messo a segno in altre parti di Italia i cui autori sono difficili da rintracciare per la tecnica messa in atto e per il fatto che vengono utilizzati assegni veri e documenti contraffati ma su matrici autentiche e con dati anagrafici il più delle volte reali (copiati dal contenuto delle lettere di accompagnamento che le assicurazioni inviano con i risarcimenti). Non è stato così per i carabinieri dell'Elba che per mesi hanno lavorato al caso riuscendo a scoprire gli autori della truffa, due uomini di 38 e 29 anni e due donne di 27 e 26 anni (di cui non sono stati forniti i nomi), rintracciati nelle loro abitazioni nel napoletano.
I quattro, tra la fine di novembre e i primi di dicembre, erano sbarcati all'Elba con un cospicuo quantitativo di assegni rubati. Ispezionato il territorio avevano scelto 11 filiali di istituti bancari tra Portoferraio, Capoliveri, Porto Azzurro e Marciana Marina. In 10 delle agenzie erano anche riusciti, in poco tempo, ad aprire conti correnti fasulli utilizzando le false identità, quelle cioè delle persone a cui erano intestati gli assegni tutti compresi tra i mille e i 12 mila euro. Solo in una delle banche, a Portoferraio, sono riusciti a portare a termine il raggiro incassando 5mila euro e riuscendo a farsi consegnare anche un libretto di assegni con i quali hanno effettuato acquisti per altri 5mila euro. Qualcosa, però, nel loro atteggiamento, li ha traditi.
A uno dei dipendenti di un istituto bancario elbano è sorto il sospetto che dietro l'insistenza dello sconosciuto cliente dall'accento napoletano, che oltre a voler aprire un conto per incassare l'assegno dell'assicurazione voleva ottenere in tempi rapidi anche un bancomat, ci fosse una truffa. L'immediata segnalazione ai carabinieri - con tanto di indicazione dell'auto utilizzata dal gruppo - è riuscita a "salvare" dal raggiro quasi tutte le banche interessate. Poi è cominciata la non semplice caccia agli autori. «In casi del genere - spiega il capitano dei carabinieri dell'Elba, Emiliano Zatelli - gli inquirenti hanno in mano solo la foto del truffatore». Il caso ha voluto che tutti e quattro i cittadini napoletani fossero già noti alle forze dell'ordine, in alcuni casi per reati analoghi contro il patrimonio e per aver compiuto truffe simili nel Nord Italia.
Così ieri mattina i carabinieri elbani, in collaborazione con i colleghi dell'Arma di Castello Cisterna e Nola, hanno bussato alla porta dei 4 protagonisti del raggiro per l'esecuzione di altrettanti provvedimenti di custodia cautelare (disposti dalla Procura di Livorno), tre in carcere (a Poggioreale e Pozzuoli) e uno ai domiciliari. L'indagine è tutt'altro che chiusa. Resta infatti da capire come i protagonisti della truffa siano riusciti ad entrare in possesso degli assegni, di sicura provenienza illecita, tramite i quali i truffatori assumevano false identità per ingannare gli istituti bancari, talvolta spacciandosi per residenti a Portoferraio.
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