Il Tirreno

Niente cassa integrazione alla Cst

Luca Centini
Una veduta dell’azienda Cst-Net di Venturina Sotto Ilaria Landi sindacalista della Uilm
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Una veduta dell’azienda Cst-Net di Venturina Sotto Ilaria Landi sindacalista della Uilm

Da marzo i 75 dipendenti non vedono più nemmeno un euro

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 VENTURINA. Da marzo attendono l'indennità della cassa integrazione straordinaria, che spetta loro per la crisi della Cst. Ma i soldi, promessi dal ministero, non sono arrivati, tanto da mettere a rischio il futuro dei lavoratori Cst.  L'accordo con il ministero era chiaro. Dopo un anno di cigs per lo stop alla produzione della fabbrica di circuiti elettrici, i dipendenti Cst potevano contare su una proroga del proivvedimento per un secondo anno, a patto che nel frattempo fossero ricollocate almeno 20 unità lavorative in imprese esterne. Tutto ciò in attesa di un intervento di potenziali acquirenti interessati a rilevare la fabbrica, destinandola a produzioni diverse.  Il vincolo delle venti unità da ricollocare è stato rispettato, la documentazione inviata al ministero entro i tempi stabiliti. Ma la seconda tranche di cigs non è scattata, con le indennità di sostegno al reddito dei circa 75 dipendenti residui, di cui la maggior parte donne, che sono rimaste invischiate nelle maglie della burocrazia.  Gli ultimi pagamenti recapitati dall'Inps agli operai risalgono al mese di marzo, poi più niente per colpa di un decreto ministeriale, pronto da tempo, che non è ancora arrivato. E il blocco dei proventi inesorabilmente sta alimentando un clima di disagio e di rabbia tra gli addetti. «La nostra pratica è ferma al ministero, intanto non arriva più un soldo - racconta Ilaria Landi (Uilm) - Dopo una prima sospensione i mutui sono ripartiti, le bollette devono essere pagate. In questo modo si sta creando un clima di esasperazione tra gli operai. Abbiamo sempre agito con intelligenza, evitando gli eccessi pur facendo valere le nostre posizioni. Ma ora si sta giocando con la dignità delle persone e, senza uno sblocco della situazione, la reazione potrebbe essere diversa».  I responsabili sindacali si riuniranno la prossima settimana per decidere le iniziative da prendere, in assenza della firma ministeriale.

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